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Caffè, «tenete il prezzo a un euro!»

Confesercenti interviene sugli aumenti della tazzina ai quali Confcommercio ha dato il via

Confesercenti interviene sugli aumenti della tazzina ai quali Confcommercio ha dato il via

La pausa caffé al bar costa un po’ di più, ma non dappertutto.
Se Confocmmercio ha dato, ieri, il via libera all’aumento di 10 centesimi della tazzina di caffé, dall’altra Confesercenti invita i propri associati «a contenere il prezzo a 1 euro».
«Non sono i bar a lucrarci, ma è colpa delle speculazioni internazionali che tengono in fibrillazione i prezzi delle materie prime – ha spiegato Pierantonio Genetrone, presidente Confcommercio, in una nota -. Anche il caffè sta pagando scotto con le quotazioni all’origine in vertiginoso aumento». Genestrone evidenzia come il prezzo della tazzina di caffè era invariato dal 2007 e come l’aumento del 40% dei costi delle miscele si ripercuota inevitabilmente sul prodotto finale. Rimane invariato il costo del cappuccino «rito che l’italiano ha a cuore e su cui è meno disponibile ad accettare aumenti rispetto alla maggior parte dei prodotti».
Dal canto suo, oggi, Confesercenti «pur consapevole del momento di difficoltà di tanti pubblici esercizi a seguito delal forte contrazione dei consumi, degli aumenti delle materie prime, dei costi dell’energia e di una pressione fiscale tra le più alte del mondo», invita i propri associati a tenere duro e a contenere il prezzo della tazzina a 1 euro.
«Il simbolico prezzo della tazzina di caffè inalterato, sarebbe, per noi un piccolo segnale in controtendenza che potrebbe essere apprezzato dai consumatori – conclude l’associazione -. Detto questo, siamo nel libero mercato e ognuno decide ciò che crede meglio per la propria azienda».

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