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Crisi: imprese con l’acqua alla gola, il 54% lamenta pagamenti superiori ai tre mesi

Crisi: imprese con l’acqua alla gola, il 54% lamenta pagamenti superiori ai tre mesi

L'indagine previsionale di Confindustria mostra lievi segnali di recupero, ma la preoccupazione è tanta per la mancanza di liquidità, l'accesso al credito sempre più difficile e il ricorso agli ammortizzatori sociali

«L’onda lunga della crisi è destinata a farsi sentire anche nei prossimi mesi. Le previsioni per il trimestre aprile-maggio-giugno sono improntate all’attesa; solo per i mercati esteri e per il breve periodo il trend si mantiene in recupero sui mesi precedenti e in recupero. Le difficoltà dell’industria valdostana sono anche alimentate dalla mancanza di liquidità, causata sia dalla contrazione dei finanziamenti da parte delle banche sia dal fenomeno costante dei pagamenti ritardati».
Così il presidente di Confindustria Valle d’Aosta Monica Pirovano commenta i risultati dell’indagine previsionale del II trimestre che mostra alcuni lievi segnali di recupero ma che evidenzia inequivocabili segni di debolezza, figli della preoccupante fase recessiva in atto.
Per i prossimi tre mesi, l’80% delle imprese prevede di mantenere inalterata l’occupazione ma crescono le previsioni per il ricorso agli ammortizzatori sociali, soprattutto per il settore manifatturiero. Nonostante qualche timido miglioramento in tema di capacità produttiva, rimangono nulle le aspettative di crescita.
I livelli di investimento rimangono molto bassi o assenti; la situazione è aggravata dalla difficoltà a ottenere credito e al costo del denato troppo caro per gli eccessivi spread applicati.
Il tasso di utilizzo degli impianti è salito di circa 3 punti percentuali ma resta su livelli bassi, superando appena il 65%, sui livelli del 2009. La produzione recupera 13 punti percentuali sull’ultimo trimestre 2011, facendo segnare un dato positivo del 7%; il comparto manifatturiero si aspetta una crescita dei volumi in misura percentualmente quasi tripla rispetto al trimestre scorso, 38% contro 13%.
(c.t.)

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