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Piani regolatori: nuove regole e limitazioni per accelerare i tempi

Piani regolatori: nuove regole e limitazioni per accelerare i tempi

Diciotto comuni non hanno ancora avviato le procedure, 21 hanno già un PRG, 12 lo stanno predisponendo e per 23 l'esame è in corso

I comuni che non hanno ancora presentato una bozza di piano regolatore dovranno prestare molta attenzione ai tempi: se entro il 31 dicembre non avranno ancora messo al mano al documento di pianificazione territoriale potranno scordarsi di accedere ai finanziamenti Fospi. E’ una delle novità introdotte dalla proposta di modifica della legge 11/98, votata dall’Esecutivo e che ora dovrà passare al vaglio delle Commissioni.
«Si tratta di correttivi importanti a una legge che rimane valida negli obiettivi generali e nell’impianto – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Manuela Zublena nel corso del consueto incontro post Giunta del venerdì – ma che intende accelerare la presentazione dei piani regolatori perchè anche la pianificazione territoriale possa essere agile». «Sino a quando non c’è il piano regolatore, tutto è provvisorio, tutto è in deroga – ha spiegato il presidente della Regione Augusto Rollandin – così avremo un autentico strumento di programmazione».
Tra le altre novità votate dall’Esecutivo, la ridotta obbligatorietà dei tetti in lose, la possibilità di costruire secondo precisi standard depositi, tettoie e legnaie e semplificazioni procedurali per i regolamenti edilizi comunali e per i PUD, i piani urbani di dettaglio.
I comuni che ancora non hanno avviato le procedure sono Bionaz, Champdepraz, Doues, Emarèse, Gaby, Jovençan, La Magdeleine, La Thuile, Ollomont, Oyace, Rhemes Notre Dame, Rhemes Notre Georges, Saint-Oyen, Saint-Pierre, Saint-Rhémy en Bosses, Saint-Vincent, Sarre e Valgrisenche.
(c.t.)

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