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Saint-Vincent, l’ex Ici spiegata ai cittadini

Saint-Vincent, l’ex Ici spiegata ai cittadini

Pubblico rumoreggia per l'aliquota dello 0,96 applicata sugli alberghi e i negozi chiusi

”L’unico aspetto sicura di questa nuova ma anomala imposta sono le aliquote, perché tutto il resto ancora resta nell’incertezza e non abbiamo ancora le norme attuative”. Così il vicesindaco, Sara Bordet, ha aperto il suo intervento lunedì 23 marzo, durante la serata organizzata dall’Amministrazione comunale di Saint-Vincent per spiegare le aliquote stabilite per l’Imposta municipale propria (Imp). ”Questa tassa – ha spiegato la Bordet – è anormale per due motivi: per la prima volta, infatti, le aliquote sono state imposte dal governo e inoltre gli introiti saranno devoluti in gran parte allo Stato e non, come per l’Ici, ai comuni”.

Se, rispetto all’Ici, la nuova tassa economicamente non graverà molto per la prima casa, il vero problema è rappresentato dalla seconda casa che, secondo la Bordet, ”rappresenta per altro la grande fetta del patrimonio immobiliare di Saint-Vincent”: sarà applicata un’aliquota dello 0,76%, abbassata di due punti (0,56%) in caso di comodato a familiari fino al secondo grado in linea diretta. ”Di questo 0,76% – ha precisato la Bordet – il 0,38% andrà al Comune. Il resto sarà versato allo stato”.

La terza aliquota, quella sugli alberghi inattivi e i negozi chiusi per cessata attività, ha suscitato una forte e rumorosa reazione da parte del pubblico. ”In questo caso – ha spiegato il sindaco Adalberto Perosino – è stata fatta una scelta politica: per tentare di smuovere il settore completamente paralizzato si è scelto di approvare un’aliquota dello 0,96%, considerando però che molte di queste strutture sono considerate inagibili, ed è per queste prevista una detrazione del 50% sulla tassazione”. A spiegare ancora il sindaco: ”Qualche cosa si è già mosso, perché sono già stati presentati in comune alcuni piani di riqualificazione di questi immobili”. (giu.ga.)

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