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St-Vincent, la minoranza lancia la proposta di una rete di negozi leggeri

St-Vincent, la minoranza lancia la proposta di una rete di negozi leggeri

L'iniziativa punta a ridurre i rifiuti e sostenere il commercio di prossimità

Lista civica Saint-Vincent cambia e riparte lancia la proposta di una rete di ‘negozi leggeri’ per ridurre i rifiuti e sostenere il commercio di prossimità. Lo fa con una mozione che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale. L’opposizione porta a esempio il comune piemontese di Piossasco dove alcuni bar hanno abolito le bustine di zucchero, molti negozi si sono impegnati ad acquistare solo detersivi sfusi per fare le pulizie, mentre alcune rivendite di alimentari offrono ai clienti vino sfuso, permettendo di creare una rete di “negozi leggeri”, alla quale si sono poi collegati vari progetti. Così, ai clienti che fanno acquisti nei negozi della rete, utilizzando rigorosamente solo borse di tela, viene fornita una tessera, sulla quale viene riportato un credito cumulabile, il cui importo, spendibile nei negozi coinvolti, viene liquidato agli esercenti dall’amministrazione.

«Saint-Vincent e Châtillon sono realtà sufficientemente popolose per replicare l’iniziativa del comune piemontese, ma l’idea si potrebbe estendere anche ad Aosta e in Bassa Valle. Per questo, la proporremo, attraverso una mozione, nella prossima seduta del consiglio comunale», annuncia il consigliere Paolo Ciambi. L’esperimento di Piossasco prosegue da alcuni anni e comprende anche il furgone Riducimballi, che eroga detersivi sfusi, offre la possibilità di acquistare direttamente i prodotti. Recentemente si è anche sviluppato il progetto “Dove li butto?”. Coloro che portano agli ecocentri tipologie di rifiuti che stentano a essere riconosciute, per esempio l’olio di frittura, ricevono buoni sconto da spendere nei “negozi leggeri”. Infine è stato avviato il progetto “Bimbi leggeri”, per l’acquisto di pannolini lavabili in uno dei negozi della rete che li vendono. «Semplici idee che raggiungerebbero lo scopo di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, di incentivare il commercio di prossimità – sempre più penalizzato dalla grande distribuzione – in modo non indiscriminato, ma in base a comportamenti virtuosi. Un valido esempio del ruolo che solo l’amministrazione comunale può svolgere all’interno delle propria comunità», conclude Ciambi.

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