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Grandi opere addio, meglio tante, piccole e da appaltare subito

Grandi opere addio, meglio tante, piccole e da appaltare subito

E' la ricetta dell'assessore alla Opere pubbliche Marco Viérin di fronte alla contrazione dei cantieri pubblici del 60%. Il presidente degli edili di Confindustria Federico Jacque invoca una maggiore imprenditorialità

Basta alle grandi opere – eccenzion fatta per quelle già avviate come università, ospedale e pirogassificatore – meglio tante, piccole e da appaltare subito. E’ la filosofia dell’assessore alle Opere pubbliche Marco Viérin di fronte a una contrazione dei cantieri pubblici del 60% in Valle d’Aosta «Le spese importanti, in tempi di vacche magre, vengono accantonate dalle famiglie. Così deve fare un buon amministratore, rinviando a tempi migliori i grandi progetti». Rimarranno nel cassetto il people mover, il nuovo palazzo regionale in zona Cidac, il grande parcheggio di collegamento tra l’area F8 e l’autostrada. Non nega Federico Jacquin, presidente degli edili di Confindustria, che una mano la soluzione di Viérin la possa dare «Tutti ci mettono la buona volontà ma qui c’è bisogno di ripensare il mondo del lavoro, di reiventare la società. Siamo tutti preda di un’apatia mentale e senza l’entusiasmo non si muoverà il mercato immobiliare e neppure l’edilizia tornerà a rifiorire». Approfondimento su dati del rapporto 2011 di Banca d’Italia su Gazzetta Matin in edicola lunedì 18.

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