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Regioni alpine, strategie condivise dalla Valle d’Aosta alla Slovenia

Regioni alpine, strategie condivise dalla Valle d’Aosta alla Slovenia

Rollandin: cementare un'alleanza reciproca pur nella tutela delel diversità

Lombardia, Valle D’Aosta, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, le Province Autonome di Trento e Bolzano, le regioni Provence-Alpes-Côte d’Azur, Rhône-Alpes e Franche-Comté, Baviera e Baden Württemberg, i Land Tirolo, Salisburgo e Vorarlberg, i cantoni Grigioni, San Gallo, Ticino, Uri, Svitto e Vallese e la Slovenia hanno siglato oggi nella località termale di Bad Ragaz, nel Catone di San Gallo, in Svizzera, un documento per l’adozione di una strategia macroregionale delle Alpi.
Le regioni alpine – per la Valle d’Aosta presenti il presidente della Regione, Augusto Rollandin (foto) e il consigliere regionale, Luciano Caveri – hanno voluto inviare un segnale politico forte ai rispettivi governi nazionali e all’Unione Europea, pronunciandosi a favore di una strategia che possa costituire il quadro di azione idoneo per realizzare, sulla base dell’identità comune, una collaborazione sempre più stretta ed efficiente, a tutti i livelli, per affrontare con maggiore incisività le sfide condivise e per sfruttare al meglio le grandi potenzialità del territorio, valorizzando innovazione e forza economica.
«La nostra adesione al progetto – ha precisato Rollandin – è legata alla necessità di conciliare l’area più vasta della zona alpina con le caratteristiche particolari della parte più propriamente montana. A questo proposito, come valdostani, non possiamo non rimarcare la necessità, conseguente all’articolo 174 del Trattato di Lisbona, di considerare la specificità delle zone montane nell’ambito della coesione territoriale nell’Unione europea. Parteciperemo quindi alle prossime tappe nella convinzione che non si debba aprire un contenzioso preliminare tra grandi città della pianura subalpina e zone alpine propriamente dette, perché è invece necessario cementare un’alleanza reciproca, pur nella tutela delle diversità».
Con il documento condiviso, i partecipanti alla Conferenza hanno evidenziato quali sono i settori che possono trarre maggior giovamento da un approccio congiunto che si serve di misure condivise piuttosto che di soluzioni individuali adottate dai singoli Governi. Concretamente ciò significa che:
− l’obiettivo centrale di una strategia europea per l’arco alpino deve essere quello di promuovere e potenziare l’innovazione e la competitività;
− il secondo pilastro riguarda i temi acqua, energia, agricoltura e silvicoltura, ambiente e clima. In particolare, proprio in riferimento al cambiamento climatico, le regioni alpine vogliono attuare misure innovative, con il sostegno dell’Unione Europea;
− il terzo pilastro risiede nello sviluppo di soluzioni riguardanti l’aumento del traffico transalpino e l’accessibilità delle Regioni montane più difficilmente raggiungibili;
− infine la strategia europea per l’arco alpino mira ad offrire un quadro di gestione che permetta la collaborazione di tutti i livelli essenziali di governi e amministrazioni.
Sulla base della risoluzione le regioni alpine hanno quindi deciso di adoperarsi affinché i rispettivi governi nazionali si impegnino nel Consiglio europeo affinché la Commissione elabori una strategia europea per l’intero arco alpino coinvolgendo anche gli Stati non membri come la Svizzera e il Liechtenstein. Parallelamente, esse promuoveranno la priorità individuata direttamente presso le istituzioni europee.
(l.m.)

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