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Una sconfitta che non brucia

Dopo la netta vittoria – che va ben oltre il 2-1 – in semifinale con la Germania ci eravamo tutti illusi che l’Italia potesse tornare da Kiev con il titolo di campione d’Europa. Invece, le Furie Rosse della Spagna ci hanno sculacciato, dimostrando di essere ancora di un altro pianeta.
Dopo uno 0-4 come quello subito ieri sera, i 60 milioni di italiani sarebbero stati pronti, in altre occasioni, a coprire di critiche e insulti gli azzurri. Questa volta no, perché la Nazionale in questo Europeo è andata al di là di ogni più rosea previsione, dando segno di carattere, equilibrio, sobrietà ed etica: proprio come aveva chiesto e indicato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
La nazionale di Prandelli non è riuscita a fare il regalo di compleanno al presidente, ma sicuramente è riuscita a far riconciliare i calciatori e gli italiani.
Prandelli un signore; la sua squadra orgogliosa. Gli italiani davanti alla Tv fieri, anche nel giorno più duro, quello di quattro pappine che ci stanno tutte, oggi.
Prandelli non se ne andrà, il progetto proseguirà. E sono certo che la faccia pulita del calcio, quello della serietà, del sacrificio e della sportività, alla fine trionferà. Ci sono due anni di duro lavoro da qui ai Mondiali brasiliani. Due anni in cui gli azzurri potranno lavorare con la consapevolezza di non essere diventati brocchi, di non essere relegati al ruolo di comparsa dei campioni stranieri che affollano le squadre di club di mezza Europa. Due anni per completare il percorso: un calcio pulito, etico e divertente.
Grazie azzurri.

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