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Processo Amiat: domani la sentenza

Istigazione alla turbativa d'asta: per Leonardo La Torre e Salvatore Luberto il pm ha chiesto un anno e due mesi di reclusione

Istigazione alla turbativa d'asta: per Leonardo La Torre e Salvatore Luberto il pm ha chiesto un anno e due mesi di reclusione

E’ attesa per domani, venerdì 6 luglio, la sentenza per il processo Amiat, (azienda multiservizi igiene ambientale Torino), l’azienda municipalizzata che si occupa di nettezza e igine urbana nel capoluogo piemontese. Per la presunta turbativa d’asta – che il pubblico ministero ha derubricato in istigazione alla turbativa d’asta sono coinvolti anche Leonardo La Torre e Salvatore Luberto, esponenti della Fédération Autonomiste. Per loro, il pm ha chiesto un anno e due mesi di reclusione. Il processo era nato dalla denuncia di Raphael Rossi che all’epoca dei fatti – era il 2006 – era vice presidente dell’Amiat e che oggi è parte civile nel processo con la stessa Amiat e con il comune di Torino. Rossi ha chiesto un risarcimento di 30 mila euro. Il pm Pellicano ha chiesto due anni di reclusione per Giovanni Succio, dirigente della ditta Vm Press di Alessandria; un anno e sei mesi per Carlo Gonnella e Giorgio Malaspina, dirigente e proprietario della stessa Vm Press, azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti e della trasformazione di materie plastiche. L’ex presidente Amiat Giorgio Giordano ha già patteggiato la pena di un anno mentre per Giancarlo Gallo – direttore acquisti Amiat – il pm ha chiesto l’assoluzione oltre a una sanzione amministrativa di 60mila euro ai danni della Vm Press.
Sia La Torre che Luberto si sono detti «fiduciosi nella giustizia in attesa della sentenza, certi che la verità verrà fuori e che questa parentesi si chiuda definitivamente».
(cinzia timpano)

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