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Empereur non si fa da parte e Alpe e Pd abbandonano i lavori della IV Commissione

Empereur non si fa da parte e Alpe e Pd abbandonano i lavori della IV Commissione

La minoranza chiede al presidente Empereur di lasciare a un collega la discussione del progetto di legge sulla media e grande distribuzione perché il capogruppo Uv è titolare di rilevanti interessi immobiliari a Sarre dove dovrebbe sorgere il Bennet

Il gruppo Alpe e Pd hanno abbandonato i lavori della IV Commissione consiliare Economia e Sviluppo per conflitto d’interesse del presidente Diego Empereur. I due rappresentanti delle minoranze, Roberto Louvin e Carmela Fontana, hanno chiesto al presidente della Commissione di fare un passo indietro visto l’argomento sul tavolo in materia di media e grande distribuzione. Per i due un atto dovuto «visto il rilevante interesse immobiliare di Empereur su un’area a vocazione commerciale a Sarre». Non è un segreto per nessuno che, a Sarre, su terreni di proprietà del capogruppo dell’Union dovrà sorgere il centro commerciale Bennet. Reclamano chiarezza e trasparenza visto che a lasciare la Commissione era stato il precedenza il vicepresidente del Consiglio Albert Chatrian «in quanto titolare di modesti interessi in un’azienda del settore», ha sottolineato, lasciando la discussione del provvedimento al collega Roberto Louvin. Non accetta il passo indietro Empereur che rivendica «la sua imparzialità». Le opposizioni denunciano anche la fretta con la quale la Regione ha messo a punto e approvato «un disegno di legge che rischia di scuotere profondamente il già ridotto sistema di vendita al dettaglio», ha detto Louvin, aggiungendo: «Non ha ritenuto opportuno rivendicare la propria competenza, anche se residuale, normativa, dimostrando acquiescienza verso un provvedimento ultra liberista». «Il nostro gesto non è ostruzionista ma dettato dall’esigenza di dare un segnale di una politica diversa che affronta i temi senza pendenze in atto», ha puntualizzato Raimondo Donzel. Qualora Empereur avesse accettato di lasciare la presidenza gli sarebbe subentrato il collega di partito e vicepresidente della Commissione Salvatore Agostino.

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