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Arnad rinuncia al Fospi per la scuola; verrà ripresentato in due lotti

Arnad rinuncia al Fospi per la scuola; verrà ripresentato in due lotti

Pierre Bonel: «Impossibile per un ente comunale indebitarsi così in questo momento»

«Alla luce della riunione di questa sera (martedì 7 agosto ndr.) con la popolazione andremo a scrivere al Fospi che rinunciamo ai 5 milioni di euro e andremo a presentare al prossimo Fospi il progetto diviso in due lotti».
Sono le parole del sindaco di Arnad, Pierre Bonel, in seguito all’incontro pubblico avvenuto martedì sera nel salone polivalente. Una riunione che ha visto la presenza di molto pubblico; d’altronde l’argomento scuola sta a cuore a molti e non potrebbe essere diversamente. Facendo un breve excursus, tutto parte dal fatto che la Regione, in ultima istanza, si era impegnata a partecipare al finanziamento della scuola ( l’edificio scolastico risale al 1982), per la somma di cinque milioni di euro. Gli altri quattro milioni sarebbero stati presi a carico dall’amministrazione comunale. «Un indebitamento di un certo spessore e che secondo le normative vigenti diventa impossibile, visto che per gli enti locali l’indebitamento non può superare un milione trecento mila euro» spiega Bonel, che poi conclude. «A questo punto ci sembra più sensato rinunciare a questo progetto e ripresentare un progetto con questa struttura, ma diviso in due lotti». Sarà quindi presentata al Fospi una prima parte, che riguarda il corpo-scuola e, in una fase successiva, la palestra con le aule didattiche. Per la prima parte il costo si aggira intorno ai 6 milioni di euro, il secondo si avvicina ai 4 milioni. La cifra così alta è stata motivata dal sindaco: «E’ una struttura di qualità, se andiamo a risparmiare scende anche la qualità relativa alla classe energetica, quindi si scende di graduatoria e possiamo scordarci così il finanziamento. Inoltre il progetto tiene conto delle ultime normative anti-sismiche». Tra il pubblico Enrico Chiaberto dell’opposizione con una punta di ironia: «Visto il costo ingente non vorrei che avessero pensato a un sisma di tipo giapponese». In consiglio comunale è stato comunque approvato all’unanimità la decisione di rinunciare al Fospi di 5 milioni di euro e di optare per questa ultima soluzione.
(teresa marchese)

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