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Pendolari stanchi, con la ferrovia meno rischi di incidenti

«L’incidente occorso a un atutoarticolato, che trasportava 24 mila litri di acido nitrico e di cui 8.000 litri sono finiti sull’autostrada, poteva avere gravi danni ambientali». Lo denunciano il Comitato Pendolari Stanchi e Legambiente, riferendosi all’episodio verificatosi sulla A5 nel tratto fra Ivrea e Quincinetto. Lamentano il fatto che «Tir e automobili si sono buttati sulle strade locali senza alcun raziocinio, con la logica del fai da te. La sensazione era che non ci fosse alcun coordinamento men che meno un piano di emergenza. Questa situazione ha sconvolto la vita di molti paesi, rendendo evidente a tutti la fragilità del nostro sistema viario e, ancor più, di quel sistema arterioso che dovrebbe essere la rete del trasporto pubblico valdostano». Concludono: «Aeroporto non agibile, autostrada chiusa, statale intasata, pullman e mezzi privati fermi. Unica alternativa sarebbe stata la ferrovia. Un simile episodio dovrebbe rilanciare il dibattito sulla necessità di avere una ferrovia efficiente e funzionante, anche per ridurre il rischio incidenti e favorire una mobilità sostenibile».

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