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Tor des Géants: un giorno in giro con i giganti

Tor des Géants: un giorno in giro con i giganti

Perez: "Gara durissima, ma io ho la testa più dura"; Canepa: "Le gambe sono ok, speriamo che la congiuntivite non mi dia troppe noie"

Giornata trascorsa gomito a gomito con i protagonisti della terza edizione del Tor des Géants, quella di martedì 11 settembre, sospesa tra le valli di Gressoney, d’Ayas e Valtournenche, passando per il Colle Pinter, per i punti di ristoro del Rifugio Crest, di St-Jacques, del Rifugio Grand Tournalin e per il Colle di Nana.
Partiamo subito dai valdostani: Franco COLLE’, trailer di Gressoney che – finora – ha giocato un ruolo da primattore nell’economia della corsa, continua a essere condizionato da problemi di stomaco. Il suo chiodo fisso, però, rimane l’arrivo a Courmayeur. “Spero tanto di riuscire a giungere al traguardo – ha affermato -. I problemi di stomaco, iniziati subito dopo Cogne a causa di un colpo di freddo, nella notte tra lunedì e martedì mi hanno fatto vivere un autentico incubo: ho dovuto fermarmi oltre un’ora e mezza sotto l’Etoile du Berger, per poi replicare la sosta al Rifugio Coda. Ora sto meglio, ma continuo ad avere difficoltà ad alimentarmi correttamente”. Tutto sotto controllo, invece, per la formidabile Francesca CANEPA (FOTO), con la tanto temuta infiammazione al ginocchio che non ha marcato visita. Per lei, semmai, il problema risiede nell’acuirsi di una fastidiosa congiuntivite all’occhio destro, che – al check point di St-Jacques – l’ha costretta a richiedere l’intervento dei sanitari, che le hanno applicato una vistosa garza sull’occhio. “Non pensare che me la tenga a lungo – ha scherzato -. Nella discesa verso Valtournenche me la toglierò sicuramente, anche perché correre con la visuale dimezzata non mi fa sentire sicura. Per il resto tutto ok: le gambe girano e la testa mi supporta nei momenti di difficoltà”.
Detto dei valdostani, sul percorso – in precedenza – ci siamo imbattuti nei tre mattatori di questa edizione del Tor, partendo dal francese Grégoire MILLET, atleta che – a nostro avviso – è sembrato perdere strada facendo quella sicurezza disarmante per gli avversari. “Sto bene, nonostante cerchi continuamente di preservare il ginocchio che l’anno scorso mi costrinse a rallentare – ha spiegato -. La mia tattica? Marciare a ritmo regolare e fermarmi il minimo indispensabile”. Millet, in effetti, dei primi è risultato colui che – almeno finora – è riuscito meglio degli altri a bilanciare con le minori soste un ritmo di marcia più lento rispetto ai suoi più immediati inseguitori. Alle sue spalle, ecco la rivelazione del Tor 2012, lo spagnolo Oscar PEREZ, che ha messo le cose in chiaro con una sola battuta: “La gara è dura, molto dura, ma io ho la testa più dura!”. A completare il terzetto che – verosimilmente – si contenderà il trionfo a Courmayeur, quel Christophe LE SAUX che tutti abbiamo imparato a conoscere, se non altro perché è alla sua terza partecipazione (nel 2010 fu costretto al ritiro a Valtournenche e nel 2011 finì 2°). “Rispetto a un anno fa, quando entrai in crisi nera da Gressoney in avanti, ho deciso di ascoltare maggiormente le esigenze del mio fisico – ha affermato -. Mi fermo non appena ne sento la necessità, anche perché è meglio effettuare una sosta di dieci minuti in più che perdere ore preziose brancolando nel buio”. E che sosta sia, allora: non appena giunto al Rifugio Grand Tournalin, ha chiesto al gestore di puntare la sveglia dieci minuti dopo il suo arrivo. Sdraiatosi su una panca, ha quindi dormito per dieci lunghissimi minuti…
(pa.ba.)

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