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Caccia all’evaso: detenuto non rientra in carcere dopo il lavoro

Caccia all’evaso: detenuto non rientra in carcere dopo il lavoro

E' un senegalese trentenne; gli rimangono da scontare solo 4 mesi di reclusione ma gli è stato notificato il decreto di espulsione

E’ un cittadino senegalese trentenne, una condanna pressoché scontata per spaccio internazionale (gli restano 4 mesi a fronte di una condanna a 5 anni), l’uomo che le forze dell’ordine stanno cercando dalla serata di venerdì. Si tratta di un detenuto che venerdì pomeriggio, dopo il consueto lavoro esterno alla casa circondariale non è rientrato.
E’ scattata la caccia all’uomo con posti di blocco e controlli fitti sulle strade della regione; i mezzi della polizia penitenziaria hanno effettuato posti di blocco fermando e controllando una a una le automobili in transito; ricerche per ora senza esito.
Da quasi un anno il giovane era ammesso al regime di lavoro diurno esterno; dal lunedì al venerdì, manutentore delle aree verdi, nelle squadre che si occupano di manutenzioni, pulizia e riordino nell’ambito dei lavori di utilità sociale.
Venerdì pomeriggio, il caposquadra dei lus lo ha lasciato alla stazione del capoluogo dove avrebbe dovuto prendere l’autobus che lo conduce alla casa circondariale di Brissogne. Non è mai arrivato; l’allarme è scattato immediatamente ma del ragazzo nessuna traccia. Qualche giorno addietro gli era stato notificato in carcere il decreto di espulsione; per lui, la fine del sogno di rimanere in Italia.
I dettagli e l’intervista al direttore del carcere Domenico Minervini su Gazzetta Matin in edicola lunedì 17 settembre.
(cinzia timpano)

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