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Scandalo bestiame: 50 giorni per trascrivere le intercettazioni telefoniche in patois

Nell'udienza di oggi innanzi al gup Colazingari ha nominato un perito che affiancherà il consulente incaricato delle trascrizioni

Nell'udienza di oggi innanzi al gup Colazingari ha nominato un perito che affiancherà il consulente incaricato delle trascrizioni

E’ stato costituito un collegio di periti per la traduzione e la trascrizione delle intercettazioni telefoniche in patois relative all’inchiesta sul bestiame contaminato e sulle fontine adulterate. Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Colazingari ha nominato il perito Josianne Bovard che affiancherà Jeannette Bondaz, che aveva ricevuto l’incarico nell’udienza dello scorso gennaio.
L’udienza di due settimane addietro era stata rinviata proprio perchè il consulente Bondaz aveva evidenziato alcune difficoltà nel trascrivere le intercettazioni.
A vario titolo, le accuse nei confronti degli imputati – allevatori, veterinari e produttori di formaggi operanti in Valle d’Aosta – vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione, al maltrattamento e uccisione di animali, all’abusivo esercizio di professione alla frode in commercio. Secondo la tesi dell’accusa, a vario titolo, allevatori, casari e commercianti avrebbero prodotto fontine utilizzando latte non idoneo. Inoltre sarebbero stati ottenuti in modo illecito contributi pubblici e alcuni allevatori avrebbero omesso di comunicare la presenza di alcuni capi infetti nelle proprie stalle. L’attività investigativa di Nas, carabinieri e corpo forestale, coordinati dal pm Pasquale Longarini, risale ai primi mesi del 2008. Nell’ambito dell’inchiesta nel novembre del 2009, erano state arrestate 13 persone, tra le quali 11 finirono ai domiciliari e 2 in carcere. 61 richieste di rinvio a giudizio erano state avanzate lo scorso aprile dal pubblico ministero Pasquale Longarini.
(re.ga.)

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