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Casinò: l’azienda conferma, «a casa i 145 esuberi»

Casinò: l’azienda conferma, «a casa i 145 esuberi»

La modalità per il prossimo triennio è quella dello scivolo alla pensione; i dipendenti dovranno lasciare il posto di lavoro a contributi maturati

La Saint-Vincent Resort&Casinò conferma l’intenzione di lasciare a casa nel corso del prossimo triennio 145 dipendenti per alleggerire i costi di gestione. La modalità è quella dello scivolo senza incentivazioni alla pensione. A contributi maturati il dipendente dovrà lasciare il posto di lavoro. Un altro risparmio arriverà dal ”congelamento” della retribuzione accessoria, leggi primi di produttività, di flessibilità, di risultato.
E’ quanto è stato riferito dai sindacati al termine dell’incontro avuto oggi con l’amministratore unico Luca Frigerio, che ha presentato il piano industriale della casa da gioco e del resort. «Non sarà un’operazione indolore – sottolinea Domenico Falcomatà, segretario generale della Cgil Valle d’Aosta – e sarà difficile per le organizzazioni sindacali governare la prospettata riorganizzazione».
La ristrutturazione – secondo quanto riferito da Falcomatà – prevede l’istituzione di un contratto unico per i croupiers – giochi americani e francesi in un tutt’uno – e del doppio regime contrattuale con l’introduzione del salario d’ingresso. «Il documento che ci è stato illustrato – spiega ancora Falcomatà – è di fatto una fotografia dell’esistente, dove l’amministratore unico scarica le responsabilità sulla crisi, sul tetto del contante e sul gioco di Stato; sulle misure di rilancio non ci è stato detto molto, salvo che nel triennio saranno investiti 38 milioni di euro nel marketing, che si punterà, a resort ultimato, sul lusso e su una clientela di ricchi in arrivo da Cina e Russia».
Secondo quanto riferito da Frigerio in assemblea, il piano di ristrutturazione avviato nel 2009 ha portato a risparmiare 12 milioni di euro l’anno.
«Senza quella operazione – ha detto il manager in assemblea – il Casinò avrebbe chiuso i battenti», riporta Falcomatà, che fa una riflessione: «Se ci troviamo oggi peggio di allora, chi ci può garantire che i tagli prospettati ci mettano al riparo da una nuova ristrutturazione?».
Nelle prossime settimane saranno convocati gli organismi sindacali e le riunioni unitarie, in tempo utile per giungere, ai primi di ottobre, alla prima fase di confronto con l’azienda.
(danila chenal)

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