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Italia ostaggio della politica e dei politici

Stiamo vivendo la crisi più profonda dal dopoguerra, ma sembra che politici e politica non se ne rendano veramente conto. L’Europa dà timidi segnali di ripresa, ma ci sono paesi, come l’Italia, che rischiano di essere una zavorra.
Il Pdl ha puntato i piedi sull’IMU e il Pd, per non far cadere il governo, ha ceduto. Certo, molti italiani saranno contenti perché non hanno dovuto tirare fuori quattrini che magari non hanno neanche, ma a guardar bene quello dell’IMU è un contentino che sa più di mossa mediatica che altro. Come viene indicato dall’UE, per far ripartire il Paese è necessario ridurre le tasse alle imprese. Tante parole su questo tema, ma nessun governo, negli ultimi 20 anni, ha fatto qualcosa in questa direzione.
Le larghe intese servono per dare equilibrio, ma la stabilità resta precaria, perché ostaggio di due schieramenti che saranno sempre contrapposti. E’ quindi necessario fare con la massima urgenza una nuova legge elettorale che spazzi via il porcellum. Ma l’impressione è quella che nessuno a Roma voglia veramente affrontare seriamente la questione legge elettorale. La politica in Italia, invece che essere a servizio dei cittadini, gli stessi li tiene in ostaggio. Purtroppo, arrivare a sedere su una qualsiasi poltrona, dal Parlamento fino a un consiglio regionale, diventa un punto di arrivo per tanti: lauti guadagni e distintivo che diversamente difficilmente si otterrebbero. Una dimostrazione? La “denuncia” recente di una ricercatrice ora senatrice: “da ricercatrice guadagnavo 3300 euro, ora ne intascherò 12000”.

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