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L’Aosta romana celebra il bimillenario di Ottaviano Augusto

L’Aosta romana celebra il bimillenario di Ottaviano Augusto

Conferenze, visite guidate, una mostra e l'inaugurazione dell'acquedotto monumentale di Pont d'Aël

L’Arco d’Augusto, la cinta muraria di Aosta, la Porta Praetoria, il ponte-acquedotto di Pont d’Aël, il criptoportico sono alcune delle testimonianze più note e meglio conservate dell’età Augustea in Valle d’Aosta. La Valle non poteva certo sottrarsi all’omaggio all’artefice di questi siti, affascinanti e ricchi di storia, e lo fa nel bimillenario della morte dell’imperatore Ottaviano Augusto, datata 19 agosto 14 d.C.
Il programma si apre giovedì 24 luglio con l’inaugurazione della mostra “Augusta Praetoria. Disegni di Francesco Corni”, una serie di pannelli raffiguranti la città di Aosta e i suoi monumenti in epoca romana, allestita all’Hôtel des Etats e al Criptoportico forense e aperta al pubblico fino al 19 ottobre. Si prosegue dal 26 al 28 luglio e dal 7 al 10 agosto con l’apertura straordinaria del Pont d’Aël, il gioiello di ingegneria idraulica di età augustea recentemente restaurato e arricchito di un percorso di visita. Sono poi in calendario esperienze ludico didattiche per famiglie, bambini e ragazzi al Museo archeologico regionale e visite guidate all’Aosta romana.
Il 3 agosto, nell’ambito di Aosta Classica, il pianista Roberto Cacciapaglia si esibirà sotto l’Arco d’Augusto, il 1° ottobre, il salone di palazzo regionale ospiterà la lectio magistralis del professor Andrea Carandini, presidente nazionale del Fai, su “Augusto per noi, osservato dal suo palazzo”, mentre il 20 e 21 dicembre spetterà al professor Giulio Maglio, docente di archeoastronomia, tenere gli appuntamenti conclusivi delle celebrazioni con la conferenza “Con Sole in Capricorno. La fondazione di Augusta Praetoria Salassorum alla luce delle recenti scoperte alla Torre dei Balivi” e “Sole d’inverno”, l’osservazione dell’allineamento astronomico del sole sul Cardo Maximus della città romana.
Un programma di eventi «fatto in casa» come ha sottolineato il Soprintendente ai beni culturali Roberto Domaine, per il quale sono stati spesi poco più di 44 mila euro, celebrazioni penalizzate dalla crisi, che forse per Aosta, seconda città romana per importanza al mondo, possono trasformarsi in un’occasione mancata per una grande promozione turistica.
In foto da sinistra il Soprintendente ai beni culturali Roberto Domaine, l’assessore alla cultura Emily Rini e Gaetano de Gattis della direzione restauro e valorizzazione
(erika david)

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