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Comuni: Saint-Denis, in Consiglio gli eletti si spaccano

Comuni: Saint-Denis, in Consiglio gli eletti si spaccano

L'ex assessore Guido Théodule guida la fronda contro il riconfermato sindaco Franco Thiébat

Prima seduta consiliare ad alta tensione a Saint-Denis dove si è consumato lo scontro tra Franco Thiébat e Guido Théodule giunti in aula, lunedì 25 maggio, con due documenti programmatici e due squadre di governo contrapposte. Scesi in campo con la lista unica Saint-Denis Uni, i due si trovano l’uno a guidare la minoranza interna al gruppo degli eletti – Théodule, secondo nelle preferenze – e l’altro -Thiébat vittorioso per 7 a 4 – alla testa della compagine di governo. Della giunta fanno parte il vicesindaco Italo Théodule, gli assessori Mario Rigollet, Monica Boniface e Domenico Mamertino.
Alla comunicazione della compagine Guido Théodule ha preso la parola: «alla luce di quanto proposto, l’accordo è saltatao; il progetto Saint-Denis Uni è morto ancora prima di nascere: ne prendo atto. Certo è che viene calpestata la sovranità degli elettori, vengono meno le più elementari regole della democrazia e del buon senso» ha enunciato. Ha poi ammonito Rigollet (terzo per preferenze): «ti carichi sulle tue spalle un’enorme responsabilità». Ha parlato di non rispetto del voto pure Rosa Faletti – che ha ceduto il posto in giunta alla collega Boniface – e di «nomine in barba agli accordi e agli elettori». Delusi pure Igor Contoz e Iole Bich perché «è disattesa l’equa rappresentanza che ci doveva essere tra i due gruppi uscenti: Guido e Igor sono stati esclusi dall’esecutivo e questo non rappresenta la volontà dei cittadini». La squadra di governo alternativa – bocciata – era composta da Guido Théodule, sindaco, Paolo Farys, vicesindaco, Monicca Boniface, Igor Contoz e Franco Thiébat assessori.
Thiébat nella replica ha ricordato gli accordi politici che volevano in giunta «un vicesindaco alla minoranza uscente, una donna e due assessori. Ora c’è Mario, perché mi appoggiato per cinque anni, al posto di Guido. Mi assumo la responsabilità delle mie scelte».
(danila chenal)

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