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Traffico rifiuti inerti: intercettazioni cassate, accuse ridimensionate

Traffico rifiuti inerti: intercettazioni cassate, accuse ridimensionate

A dichiararne la loro inammissibilità è stato il Tribunale di Aosta in composizione collegiale nel processo a carico di Tropiano, Pallù, Toscano, Montrosset e i due Furfaro; Gazzetta Matin sollevò la questione già il 4 aprile scorso

La soddisfazione delle difese al termine dell’udienza di oggi, mercoledì, in cui la Regione non si è costituita in giudizio in attesa di un’eventuale azione civile futura, vale più di qualsiasi altro commento.Rischia di finire tutto in una bolla di sapone (o quasi) l’inchiesta della DDA di Torino, dei carabinieri del Reparto operativo e della Forestale di Aosta legata a un presunto traffico di rifiuti inerti, nell’ambito della quale sono stati contestati anche la falsità ideologica in certificazione e la ben più grave associazione per delinquere finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti inerti al costruttore Giuseppe Tropiano, all’ingegnere Serafino Pallù, al geometra e collaboratore di Tropiano, Pasquale Toscano, e agli imprenditori Roberto Guerrino Montrosset Vincenzo e Rossella Furfaro.Così come già anticipato da Gazzetta Matin il 4 aprile scorso nell’articolo dal titolo «Traffico di rifiuti inerti: incognita sull’utilizzabilità delle intercettazioni», il Tribunale di Aosta in composizione collegiale (giudici Massimo Scuffi, Paolo De Paola e Maurizio D’Abrusco) ha di fatto ribaltato la decisione assunta qualche mese fa dal gup distrettuale di Torino, dichiarando inutilizzabili le intercettazioni telefoniche che erano state invece ritenute valide a Torino.Secondo l’ordinanza letta poco prima delle 15.30 dal presidente Massimo Scuffi, essendo «pacifico» che le intercettazioni telefoniche dalle quali è scattata l’inchiesta sui rifiuti inerti erano state in realtà autorizzate per l’indagine ‘Tempus Venit’ sulla tentata estorsione di stampo mafioso perpetrata nell’ambito dei lavori di realizzazione del parcheggio pluripiano dell’ospedale Umberto Parini di Aosta, «non si ravvede un collegamento probatorio o anche soltanto investigativo» tra i due filoni, come invece sottolineato dal sostituto procuratore Luca Ceccanti, «se non soltanto occasionale», quindi non sufficiente a dichiarare ammissibili le intercettazioni telefoniche.Intercettazioni telefoniche che costituivano l’elemento cardine dell’accusa in questo processo, soprattutto per provare il reato dell’associazione per delinquere.In mattinata era stata invece rigettata l’eccezione sollevata dal legale difensore di Roberto Guerrino Montrosset, l’avvocato Nilo Rebecchi di Aosta, a cui si erano poi accodate tutte le altre difese, legata a una presunta nullità del decreto di rinvio a giudizio a causa della genericità delle accuse mosse nei diversi capi di imputazione.Secondo quanto emerso nell’inchiesta, sviluppatasi – come detto – dalle intercettazioni legate al fascicolo ‘Tempus Venit’ sulla tentata estorsione di matrice ‘ndranghetista perpetrata nel corso del 2011 a danno degli imprenditori aostani Giuseppe Tropiano e Luigi Monteleone, sarebbe stato realizzato un «ingiusto profitto» fino a un massimo di due milioni di euro attraverso l’illecito riversamento di 85 mila metri cubi di rifiuti inerti – provenienti dai cantieri del parcheggio pluripiano dell’ospedale Parini, della stazione di servizio Valpetroli di via Roma ad Aosta e di un fabbricato commerciale a Saint-Christophe – in siti «inidonei» tra cave, discariche non autorizzate e terreni di concorzi di bonifica dislocati in diversi comuni della media Valle.Condotte che sarebbero state poste in essere anche attraverso la falsificazione di documenti di trasporto di materiali provenienti – come anticipato – anche dagli scavi per la realizzazione del parcheggio pluripiano dell’ospedale.Dallo stesso fascicolo – nell’autunno 2015 – mosse i passi l’istruttoria della Divizione Polizia anticrimine della Questura di Aosta che il 6 ottobre portò all’emissione dell’interdittiva antimafia nei confronti della ditta di trasporto e movimento terra Tra.Mo.Ter. di Saint-Christophe, società della famiglia Furfaro (Vincenzo e Rossella, padre e figlia, il primo ritenuto «amministratore di fatto» e la seconda formalmente titolare) con cui la Edilsud di Giuseppe Tropiano aveva un contratto di servizio proprio per il trasporto di terra e rocce derivanti dal cantiere del parcheggio dell’ospedale Umberto Parini.La prossima udienza del processo è in programma l’11 gennaio 2017, nella quale verranno ascoltati i testimoni dell’accusa, con l’udienza del 18 gennaio dedicata alle deposizioni dei testi delle difese.(pa.ba.)

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