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Corte dei Conti: danneggiò furgone dell’Esercito, militare a giudizio

Corte dei Conti: danneggiò furgone dell’Esercito, militare a giudizio

Contestati 4.413 euro a Sergio D'Oca, all'epoca dei fatti (nel 2011) in servizio al Centro addestramento alpino di Aosta; alla guida di un Fiat Ducato, sorpassò un tir in autostrada, finendo con il tamponare l'auto che lo precedeva

Il 29 giugno 2011, sull’autostrada Milano-Venezia, all’altezza di Bergamo, alla guida di un Fiat Ducato, decise di intraprendere una manovra di sorpasso di un autoarticolato, finendo la sua corsa contro il veicolo che lo precedeva sulla corsia di sorpasso.Questa mattina è stato chiamato a comparire davanti al collegio della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d’Aosta, Sergio D’Oca, 22 anni all’epoca dei fatti, militare del Centro addestramento alpino di Aosta a cui la Procura regionale contabile ha contestato un danno erariale di 4.413 euro, ovvero la cifra che il Ministero della Difesa fu costretto a sborsare in favore di una carrozzeria aostana per la riparazione del Fiat Ducato dell’Esercito, visto che ai danni subiti dall’automobile che lo procedeva ci pensò la compagnia assicurativa.Secondo quanto sostenuto dal procuratore regionale Roberto Rizzi, «la colpa grave nella condotta del convenuto è riscontrabile nel mancato rispetto della distanza di sicurezza» dal veicolo che precedeva il Fiat Ducato, con «gli articoli 148 (‘Il sorpasso’, ndr) e 149 (‘Distanza di sicurezza tra veicoli’, ndr) del codice della strada che avrebbero dovuto condurre il conducente a un’azione di guida più prudente, tenuto anche conto della visuale ridotta», ha spiegato l’accusa.Dal canto suo, la difesa del «convenuto», rappresentata in aula dall’avvocato Claudia Pizzurro, ha sollevato prima di tutto un vizio procedurale, considerato che «il decreto di avvio dell’istruttoria è illegittimo in quanto il mio assistito non ha mai potuto prendere visione dello stato del veicolo» e gli «aspetti procedurali finiscono per avere valenza probatoria in questo giudizio».Nel merito, la difesa – nel chiedere in via principale l’assoluzione di Sergio D’Oca – ha precisato che «il tamponamento non può integrare di per sé la responsabilità dell’imputato», fermo restando che «nel caso di specie nessuna sanzione disciplinare è stata elevata al mio assistito e nessuna violazione è nemmeno mai stata contestata dalla Polstrada, giunta comunque sul luogo dell’incidente per i rilievi».La sentenza sarà resa nota nelle prossime settimane.Nella foto il collegio della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d’Aosta.(pa.ba.)

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