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Courmayeur, riaperte tutte le strade chiuse per valanghe

Courmayeur, riaperte tutte le strade chiuse per valanghe

Grazie alle diverse attività di prevenzione e bonifica effettuate in questi giorni sono state revocate le ordinanze emesse nei primi giorni della settimana

Sono stati riaperti questa mattina riaperti il tratto di strada Larzey-Entrèves, la strada della Val Ferret e l’area di accesso alla Val Vény, chiusi nei primi giorni della settimana per l’alto rischio valanghivo che aveva interessato varie zone del territorio dopo le abbondanti nevicate.

Diversi i distacchi spontanei registrati negli ultimi giorni  come sottolinea il presidente della Commissione valanghe di Courmayeur, Oscar Taiola «In tutta l’area della Val Vény hanno scaricato le principali valanghe con distacchi di medie dimensioni, tagli importanti anche di più di un metro e in alcuni casi il soffio ha raggiunto zone di fondovalle». Taiola parla dei distacchi del Toula, del Col d’Entrèves, del ghiacciaio della Brenva, della Fauteuil des Allemands e del ghiacciaio del Miage e, sul versante della Val Ferret, dal Pra Moulin tutta la zona della catena mentre «non è ancora sceso nulla dalla Testa Bernarda».

Per la Val Ferret è diventato operativo il Pidav (Piano di intervento per il distacco artificiale valanghe) adottato nel 2016 dall’amministrazione comunale con l‘obiettivo di mitigare il più possibile il pericolo valanghe che incombe sulla strada determinandone la chiusura. Il piano, diretto dalla guida alpina Matteo Pellin, ha visto la bonifica controllata della valanga n. 68 del Mayen con cariche di esplosivo da elicottero. «È una procedura sperimentale molto importante che potrà servire a dare diverse risposte alla gestione della sicurezza della strada della Val Ferret – spiega Pellin -. Consentirà di ridurre il rischio e diminuire il più possibile le situazioni di pericolo che determinano la chiusura della strada e la durata di queste, ma non sarà necessariamente sempre applicabile. Prima di attivare il piano ogni volta verrà fatto l’esame dello scenario specifico, che richiede la valutazione di variabili quali la direzione del vento, la quantità di neve caduta, la stratigrafia del manto e via dicendo». (re.newsvda.it)