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Casinò: a fine maggio in cassa 150 mila euro

Casinò: a fine maggio in cassa 150 mila euro

L'allarme lanciato dal collegio sindacale nell'audizione in quarta commissione consiliare

A fine mese di maggio nelle casse della casa da gioco di Saint-Vincent, al netto dei pagamenti, rimarrano poco più di 150 mila euro. A dirlo il collegio sindacale audito nella mattinata di oggi in quarta commissione consiliare al cui esame c’è il piano di risanamento del Casinò di Saint-Vincent e il disegno di legge di finanziamento. Dunque la prima tranche di finanziamenti da otto milioni previsti dalla Regione serviranno a mala pena per la Fornero. Il collegio sindacale ha chiesto che almeno ai primi fondi si sommino quelli previsti per il mese di settembre che ammontano a sei milioni di euro. «Un paziente ormai in coma» per il pentastellato Roberto Cognetta che ribadisce il suo no al piano aziendale. No che arriva anche da Jean-Pierre Guichardaz (Pd-Sinistra VdA): «E’ un piano assolutamente immaginifico, che propone idee generiche e nessuna che riguardi il rilancio. Il piano non ha praticabilità». Allo stesso modo la pensa Ego Perron dell’Union valdôtaine che parla di «un piano non risolutivo».

Sindacati, via i licenziamenti collettivi

«Non è un capriccio, non è un dettaglio la richiesta di revoca della procedura di licenziamenti collettivi, è la base dalla quale partire per una trattativa seria e serena». Lo ha detto il segretario regionale della Cisl Jean Dondeynaz all’uscita dell’audizione delle organizzazioni sindacali. Prosegue Dondeynaz: «Qualche spunto di riflessione lo abbiamo dato, proponendo la delocalizzazione, anche stagionale, del gioco sul territorio, la separazione dei rami d’azienda. Abbiamo poi manifestato le nostre perplessità sul potenziamento dei giochi online». Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Albertinelli (Savt): «A chi serve che una parte dei lavoratori sia sotto scacco. Al ricatto non ci stiamo. Nessuno di noi ha detto che non si deve intervenire ma c’è modo e modo». Vilma Gaillard chiede in accordo con i colleghi «di sgomberare il campo dalle rigidità, di ritirare la procedura. Altrimenti ci siederemo al tavolo della trattativa e ragioneremo su quanto ci sarà proposto sulle modalità di riorganizzazione e dei tagli». Ribadiscono all’unisono le sigle sindacali: «Nel Piano non si fanno ipotesi concrete né numeri» e non escludono l’indizione di uno sciopero e il no alla proroga per la procedura di licenziamenti collettivi per 264 dipendenti.

Di Matteo, lasciteci l’opportunità di provare

«Un caso Alitalia l’abbiamo già avuto, e se non hanno la volontà di replicarlo in Val d’Aosta i sindacati hanno qui una bella chance per dimostralo, e dimostrare di avere, oggi, in Italia, un ruolo importante per tutelare il bene dei loro iscritti; dopodiché, se invece loro vogliono fare politica… beh, io non voto in Valle d’Aosta». Così Giulio Di Matteo amministratore unico del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent  commenta lo stato della trattativa tra azienda e organizzazioni sindacali sul piano di risanamento della casa da gioco valdostana, in un’intervista pubblicata sul sito Gioconewscasino.it. L’amministratore unico lancia anche un messaggio alle forze politiche presenti in consiglio regionale che la prossima settimana dovranno approvare il Piano e il disegno di legge di finanziamento del Casinò: «Senza aver alcuna presunzione di aver la bacchetta magica. Ci piacerebbe almeno avere l’opportunità di provare, di lavorare. Ecco, ho l’impressione che qualcuno abbia semplicemente la paura di farci lavorare, e in questo non fa certo il bene di chi l’ha votato e dei cittadini della Valle d’Aosta».

Replica Uv, Pd e Epav

Union Valdôtaine, Partito Democratico-Sinistra VdA ed Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano  ribattono all’amministratore unico Di Matteo «preso atto dei contenuti di un’intervista rilasciata dall’amministratore unico del Casinò, e pubblicata l’altro ieri da una piattaforma online di settore, sottolineamo di non nutrire alcun timore nel lasciare lavorare il manager incaricato, ma di essere piuttosto preoccupati dalle sue discutibili dichiarazioni».(danila chenal)