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Cosmetica in Italia: i trend del 2016 e le previsioni per il 2017

Cosmetica in Italia: i trend del 2016 e le previsioni per il 2017

In costante crescita il fatturato globale del settore cosmetico, il cui giro d’affari sembra destinato a crescere ancora per tutto il 2017. A fotografare la situazione è

https://www.ebranditalia.com/, un e-retailer  che produce e vende cosmetici professionali e macchinari professionali per l’estetica. In seguito ad un’indagine interna, Ebrand Italia ha confermato una significativa crescita delle vendite dei suoi topseller, dalla quale è emersa l’evidente tenuta strutturale di un comparto che non ha mai subito alcuna flessione nonostante l’incertezza e la precarietà dello scenario politico economico degli ultimi anni.

La situazione illustrata da Ebrand è confermata dall’analisi condotta da Cosmetica Italia. L’industria cosmetica si conferma tra le più solide e floride del Made in Italy e, sebbene si registri una crescita nelle importazioni, esporta prodotti all’estero per un valore pari a 2.100 milioni di euro, un record assoluto per il settore.

Già nel 2014, le scrittrici Anna Airoldi e Gabriella Lojacono pubblicavano il volume intitolato “Italian beauty, il mercato italiano della bellezza tra sogno e innovazione”. Il libro spiega che il 60% dei cosmetici venduti nel mondo provengono proprio dall’Italia, un paese che ha una leadership nella produzione e nella distribuzione dei prodotti cosmetici.

Ma continuiamo con i dati forniti: al termine del 2016, il valore dei cosmetici acquistati in Italia superava i 9.900 milioni di euro, con le vendite dirette in costante ascesa. Lo scenario previsto per il 2017 vede un trend lineare e costante con qualche rallentamento soprattutto nei canali di vendita tradizionali. Il 2016 si chiude positivamente anche per i centri estetici e i parrucchieri, che registrano rispettivamente una crescita del 2,1% e dell’1% dovuta alla ripresa dell’affluenza da parte del pubblico. Inarrestabile anche la crescita delle vendite dirette, delle vendite a domicilio e specialmente degli e-commerce, le cui vendite hanno generato un +7,8% rispetto agli altri canali di distribuzione. Segnali positivi anche in relazione all’andamento delle erboristerie, con un +1,7% dovuto al crescente interesse dei consumatori per i prodotti naturali.

Complice dell’impennata del saldo commerciale relativo al settore cosmetico del Bel Paese è l’export, che ha registrato delle cifre da record già negli ultimi anni: il 2016 si chiude con un +12% rispetto alle cifre di chiusura del 2015, con un giro d’affari pari a 4.270 milioni di euro, a conferma che, specialmente per quanto riguarda la cosmetica, il Made in Italy è una garanzia di qualità e di eccellenza dei prodotti a livello mondiale. Tra i paesi più coinvolti nelle nostre esportazioni vi sono Germania, Francia, Stati Uniti, Inghilterra e Spagna (dati a cura del Centro studi di Cosmetica Italia).

Per quanto concerne l’altra faccia dell’universo estetico, ovvero quella digitale, va detto che si tratta di una realtà con un immenso potenziale e dalla quale non si può più prescindere. Questa necessità si traduce nella presenza massiccia delle aziende cosmetiche in rete e nell’incremento dei social come strumenti di vendita e branding, senza dimenticare lo sviluppo delle apposite applicazioni.

In conclusione, i vari indici testimoniano la grande solidità patrimoniale e strutturale delle imprese cosmetiche italiane, che, anche grazie alla loro presenza sul web, continuano a registrare crescite nell’acquisizione di nuovi clienti, fornitori, distributori e mercati.

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