Pubblicato da Danila Chenal il

Regione, nomine: basta Yes Men, presentato disegno di legge

Per le nomine la proposta del Gruppo misto consiliare è di demandare alle commissioni consiliari l'esame dei curriculum che potranno esprimere un loro parere sui i concorrenti anche se non vincolante

Regione, nomine: basta Yes Men, presentato disegno di legge

Più trasparenza nelle nomine dei rappresentanti regionali nelle società partecipate e controllate dalla Regione Valle d’Aosta.  Con questo obiettivo i consiglieri del Gruppo Misto Alberto Bertin, Elso Gerandin e Andrea Padovani hanno depositato una proposta di legge.

Partecipate mondo parallelo

«Le società partecipate – spiega il consigliere Bertin – rappresentano un mondo parallelo del sistema pubblico: una galassia di circa 50 società che occupano una larga parte del sistema economico regionale e in grado di influenzare l’evoluzione dell’economia locale. Attualmente il numero dei nominati dall’Amministrazione regionale è di alcune centinaia di unità. Un piccolo esercito».

Basta Yes Men

«Il criterio prevalente nella scelta dei cosiddetti manager pubblici è stato sinora l’appartenenza politica e la fedeltà al sistema.  Non sembrano rivestire grande importanza, agli occhi dell’establishment politico locale, le conoscenze specifiche, l’esperienza, le capacità, gli studi e la preparazione».  Aggiunge Alberto Bertin. Prosegue: «Se la Valle d’Aosta vuole avere un futuro, è necessario smetterla con i carrozzoni tracimanti di Yes Men e cominciare a mettere le persone giuste al posto giusto. Questo è il senso della proposta di legge in materia di nomine regionali».

«Con questa iniziativa legislativa – conclude Bertin – si propone quindi un cambio di rotta. Il disegno di legge introduce criteri di trasparenza e di competenza proprio in considerazione dell’estrema rilevanza in termini economici e finanziari di queste società. Non a caso, a queste, sono assegnate dalla Giunta regionale alcune grandi opere e i più importanti “business” della nostra regione».

La proposta

La proposta di legge è composta di nove articoli. Pur mantenendo in capo al governo la facoltà di decidere in merito alle nomine, stabilisce che, al fine di rendere pubblici i criteri di scelta, tutte le designazioni regionali siano sottoposte all’esame preventivo della Commissione consiliare competente. Questa ha facoltà di audire i soggetti individuati ed esperire ogni indagine ritenuta opportuna, esprimendo un parere non vincolante relativo ai soggetti individuati.

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