Pubblicato da Alessandro Bianchet il

Spaccio e tentata estorsione: tre anni a muratore di Saint-Vincent

Pasquale Cirelli, 48 anni, si è visto confermare la pena richiesta dal pm Eugenia Menichetti per il giro di spaccio e i tentativi di estorsione ai danni di una professionista termale

Spaccio e tentata estorsione: tre anni a muratore di Saint-Vincent

Tre anni di reclusione e 4 mila euro di multa. Questa la condanna inflitta venerdì dal giudice monocratico, Marco Tornatore, nei confronti di Pasquale Cirelli, muratore 48enne di Saint-Vincent, a processo con le accuse di spaccio di stupefacenti e tentata estorsione, nei confronti di una libera professionista della cittadina termale.

La richiesta

Il giudice, insomma, ha confermato la richiesta presentata dal pm Eugenia Menichetti, che ha ereditato il fascicolo dall’ex procuratore capo facente funzioni, Giancarlo Avenati Bassi.

La storia

Pasquale Cirelli, difeso dall’avvocato Arturo Valente del foro di Paola, era finito agli arresti domiciliari nel mese di giugno 2017, per una storia riguardante un presunto giro di spaccio e tentativi di estorsione che il muratore termale, secondo le indagini portate avanti dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Châtillon Saint-Vincent, avrebbe effettuato nei confronti di una libera professionista di Saint-Vincent. Entrata nel vortice della cocaina, la 40enne si sarebbe rivolta a Cirelli per poter acquistare la droga e, dopo un primo momento in cui il muratore le avrebbe anche fatto credito, lo stesso avrebbe iniziato a fare pressioni per ottenere cifre di denaro sempre più elevate, fino ad arrivare a pretendere come garanzia un assegno di 30 mila euro. Dopo l’iniziale misura cautelare degli arresti domiciliari, Cirelli era tornato in libertà nello scorso mese di ottobre, come deciso nella prima udienza dal giudice. In quell’occasione, il togato Marco Tornatore aveva disposto per l’imputato il divieto di avvicinamento alla donna e ai suoi familiari.

Le testimonianze

In aula erano stati ascoltati anche i diretti interessati, a cominciare dalla presunta vittima, la professionista termale, che aveva ricordato di aver conosciuto Cirelli «nel 2014-2015» quando comprava «cocaina da lui». La donna continuò dicendo che «c’era sempre da discutere», visto che il presunto spacciatore avrebbe continuamente tirato fuori storie di «debiti vecchi», tanto che a fronte di «duemila euro» spesi per la droga, «ne ha riscossi 30 mila dal mio conto. Ma per lui, il debito era in tutto di 50-60 mila».

Mentre il compagno della donna confessò che «Pasquale, un amico, mi chiese se potevo lasciargli degli assegni in garanzia, dicendomi che lei aveva bisogno di soldi», ma senza mai ricevere «minacce da lui», i genitori della 40enne di Saint-Vincent ricordarono come Cirelli si fosse presentato nell’ufficio del padre per sollecitare il pagamento dei presunti debiti della figlia. Avvertiti i carabinieri, il dialogo era poi proseguito in modo civile, seguito poi da una missiva in cui Cirelli avrebbe chiesto al padre di far ragionare la figlia.

(alessandro bianchet)

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