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Aosta-Courmayeur, la Rav chiede ulteriore aumento sui pedaggi

Aosta-Courmayeur, la Rav chiede ulteriore aumento sui pedaggi

La società che gestisce l'autostrada Aosta-Courmayeur ha fatto ricorso al Tar per richiedere un aumento del 28,43% sui pedaggi. Questo si sommerebbe a quello del 52,69% già ottenuto a dicembre.

Un’altra possibile stangata per gli utenti dell’autostrada Aosta-Courmayeur. Dopo gli aumenti sui pedaggi concessi dal 1° gennaio, la Rav – società che gestisce il tratto A5 –  ha fatto ricorso al Tar per richiedere un ulteriore incremento tariffario del 28,43%. Un aumento che va a sommarsi a quello del 52,69% ottenuto a dicembre, e che aveva già fatto schizzare il pedaggio da 5,60 euro a 8,55 per percorrere una trentina di chilometri.

Per il presidente della Rav, Stefano Fracasso, gli incrementi relativi all’adeguamento tariffario previsti dal decreto interministeriale del dicembre 2017 «non erano stati integralmente riconosciuti. La richiesta totale era stata infatti dell’81,12%». La scelta è stata presa da consiglio d’amministrazione, «in cui i rappresentanti della Regione (in minoranza del Cda, ndr), come sempre avviene in questi casi, hanno dato parere contrario», commenta Fracasso.

Sull’aumento del 52,69% entrato in vigore il 1° gennaio il presidente della Regione Laurent Viérin si era espresso duramente, bollandolo come «vergognoso e irrispettoso nei confronti della comunità».

Le proteste di dicembre

Un «no»netto era arrivato anche dai cinque sindaci dell’Unité des Communes Valdigne-Mont-Blanc, per cui l’incremento tariffario applicato dalla Rav a partire da gennaio era da ritenersi «assolutamente inopportuno e dannoso per le comunità locali, per l’utenza e per tutto il sistema Valdigne». Per i primi cittadini di Courmayeur, Morgex, Pré-Saint-Didier, La Salle, La Thuile, l’aumento del 52,69% avrebbe portato solo a «conseguenze assolutamente negative»

Alla protesta dei sindaci dell’Unités des Communes Valdigne Mont-Blanc si era aggiunta quella degli amministratori dell’Unités Grand-Paradis, che evidenziavano una maggior «beffa per gli utenti del casello Aosta-Ovest». I tredici sindaci avevano decretato all’unanimità «l’assurdità di una situazione che sfavorisce i residenti che lavorano fuori Valle e il cui danno maggiore viene riservato ai turisti, in particolare verso gli stranieri che scelgono la Valle d’Aosta per visitare il territorio del Gran Paradiso». L’auspicio dei sindaci era che un tavolo di discussione con Rav e Regione potesse risolvere i problemi legati al «salasso della A5».

(re.newsvda.it)

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