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La Corte dei Conti non chiuderà

La Corte dei Conti non chiuderà

Il procuratore regionale Roberto Rizzi puntualizza sull’ipotesi di chiusura della sede valdostana

«La Valle d’Aosta non si libererà della Corte dei Conti, della Procura e della Sezione giurisdizionale, che continueranno il proprio operato con tutte le forze a disposizione e la solita buona volontà».

É netto il parere del Procuratore regionale della Valle d’Aosta, Roberto Rizzi, in merito alla ventilata ipotesi di “chiusura” della sezione regionale della giustizia contabile.

Voci relative alla possibile chiusura della sezione della Corte dei Conti valdostana, per assegnare la competenze a quelle del Piemonte, erano emerse mercoledì dal Consiglio di presidenza.

L’organo di autogoverno della Corte, ormai scaduto e in attesa dei successori, si era riunito per esaminare le problematiche del settore. L’idea riguardante la nostra Regione, considerata una sorta di “via di mezzo” era emersa in mezzo alle altre proposte, che prevedono le assegnazioni plurime, oppure l’accorpamento delle sezioni territoriali in base alle macroregioni.

«Subito ho preso male la cosa – sottolinea Rizzi – perché non ne sapevo nulla, poi mi sono documento e ho capito come la Corte dei Conti, negli utlimi anni, abbia subito tantissime fuoriuscite di personale, sia a livello apicale che più basso, dovute ai tanti pensionamenti legati all’abbassamento dell’età pensionabile».

Da qui è iniziato un ragionamento del Consiglio di presidenza, «per far fronte alla situazione nell’immediato – continua Rizzi -. In prospettiva, l’emergenza sarà fronteggiata con l’immissione in servizio di nuovi magistrati, visto che si è concluso da poco un concorso e un altro, con circa 130 posti, sarà bandito a breve».

L’eventuale accorpamento con il Piemonte o altre regioni

«Si è parlato di accorpamento, ossia l’assegnazione di magistrati a più uffici, con il Piemonte che, presumibilmente, si occuperebbe anche della Valle d’Aosta, o le Marche del Molise – spiega ancora il Procuratore -. Si tratta comunque di uno studio allo stato embrionale, a livello nazionale, che potrebbe prevedere anche la possibilità che chi si occupa di funzioni di controllo, assuma anche funzioni giudicanti. C’è anche la strada di provvedimenti interni, sicuramente più facili e immediati».

«Gli uffici sono composti dalle persone e quelle che lavorano per la sezione piemontese sono molto capaci e sono sicuro che agirebbero con il mio stesso scrupolo – analizza ancora Rizzi -. É evidente, però, che il rischio di vedere annacquato il potere della Corte esiste, dovendo dosare le forze, diluendole su un territorio più ampio. Voglio comunque sottolineare che gli uffici territoriali e il presidio fisico non verrebbero a mancare».

Si parlava di un Consiglio di Presidenza scaduto e del nuovo che non riesce a insediarsi per la mancanza di quattro nomine di componenti “laici” in capo a Camera e Senato. Del nuovo Consiglio entrerebbero a fare parte, poi, l’attuale Presidente della sezione giurisdizionale Pio Silvestri e l’ex Procuratore generale della Valle d’Aosta, Claudio Chiarenza.

«Sicuramente Silvestri e Chiarenza conoscono la realtà e i problemi della nostra sezione, nonché le conseguenze che una ridotta operatività della stessa potrebbe avere per la Valle» conclude Rizzi.

(al.bi)

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