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Mismi, il progetto che porta la sanità sulle montagne

Mismi, il progetto che porta la sanità sulle montagne

L'obiettivo del Modello integrato di salute per una montagna inclusiva è di evitare lo spopolamento delle montagne offrendo servizi sanitari a domicilio, con l'ausilio di operatori sociali, infermieri e nuove tecnologie.

«Portare la sanità di qualità sul territorio, per rendere più semplice la permanenza sulle montagne dei nostri residenti e ottenere non solo assistenza sanitaria, ma anche inclusione sociale». A spiegarlo è il commissario dell’Usl Angelo Pescarmona, alla sua prima uscita ufficiale in occasione della presentazione del progetto Mismi, martedì 20 marzo. Il Modello integrato di salute per una montagna inclusiva va nell’ottica di rendere sempre più semplice la diffusione della sanità a domicilio – soprattutto nelle zone di montagna – offrendo una serie di servizi che coinvolgono infermieri di famiglia e di comunità, operatori sociali e nuove tecnologie. Il progetto nasce nell’ambito della cooperazione transfrontaliera Italia-Francia e sarà attivo in via sperimentale nelle Unites des Communes Grand Paradis e Valdigne Mont Blanc, Grand Combin e Monte Emilius grazie anche all’Animatore di comunità, figura che si integra con il Servizio di Sportello sociale attivo nei distretti di Aosta e Morgex. «Il nostro compito adesso è di portare avanti un progetto su cui in passato si è lavorato in maniera seria – commenta l’assessore alla Sanità Luigi Bertschy -. Dobbiamo rendere coerente la politica sanitaria di montagna rispetto al territorio in cui viviamo, che, come si sa, è un luogo in cui fare sanità costa di più e noi dobbiamo rendere sostenibili ed efficaci questi costi. Dopo questa sperimentazione il nostro scopo sarà di valorizzare e rendere sostenibile la nostra azione amministrativa e gestionale anche per il futuro». Per l’assessore al Comune di Aosta Marco Sorbara, «la creazione di questa rete e la possibilità di confrontarsi con realtà diverse ma anche simili alla nostra, renderà possibile avere una visione sempre più chiara delle esigenze della comunità».

Animatori di comunità

«Conoscere il territorio e le reali esigenze dei cittadini, informarli sulle modalità di accesso alla sanità e attivare una presa in carico immediata in caso di situazioni di urgenza». Sono questi i compiti degli Animatori sociali, che offriranno un servizio di prossimità inerente l’ascolto e l’aiuto nei problemi pratici del quotidiano. Gli Animatori sociali saranno 4: aiuteranno gli utenti con per piccole necessità urgenti e saranno il tramite con le risorse presenti sul territorio.

Telefisioterapia

Cinquanta pazienti saranno coinvolti, entro il 2020, nella sperimentazione della telefisioterapia, un servizio che permetterà all’utente di non doversi recare all’ospedale per eseguire la terapia riabilitativa a distanza. La sperimentazione – curata dall’Istituto Mario Boella di Torino -, si basa sul supporto di dispositivi mobili, che permetteranno al medico di monitorare in ogni momento le attività dei loro pazienti. La sperimentazione è rivolta per il momento alle patologie che riguardano i traumi della spalla.

Infermiere di famiglia e di prossimità

Saranno 4 gli Ifec attivi sul territorio, gli infermieri di famiglia e di comunità con specifica formazione, che interverranno nelle case dei pazienti e delle loro famiglie per affrontare la malattia e la cronicità. L’attività degli infermieri di famiglia e di comunità permetteranno il passaggio da una medicina dell’attesa a quella di iniziativa, prevenendo l’acutizzarsi delle malattie. Il servizio è già attivo e coinvolge 9000 pazienti, grazie alla sperimentazione all’interno del Mismi si ipotizza di arrivare a seguire 30.000 pazienti entro il 2020.

Il progetto è finanziato dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera per 1 milione e 457 mila euro in Italia e 375 mila euro per la Francia.

(sa.se.)

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