Pubblicato da Danila Chenal il

Ritrovamento 25 mila euro in Regione, chiesta proroga di indagini

Ad avanzare la richiesta il gip per analizzare le migliaia di file scaricati da computer, tablet e telefonini sequestrati a Pierluigi Marquis, Donatello Trevisan e Marco Viérin

Ritrovamento 25 mila euro in Regione, chiesta proroga di indagini

La richiesta di proroga delle indagini sul presunto ritrovamento di 25 mila euro in contanti – i cui contorni restano sfumati – nella scrivania dell’ufficio del presidente della Regione, è stata formulata dal gip alla procura di Aosta. E’ dettata dalla necessità di analizzare le migliaia di file scaricati da computer, tablet e telefonini sequestrati agli indagati il 10 ottobre.

In quei giorni era emersa l’ipotesi degli inquirenti: i 25 mila euro sarebbero stati messi nell’ufficio dopo il 10 marzo, data dell’insediamento di Marquis, e dunque avrebbero potuto essere un “pacchetto preconfezionato” ai danni del suo predecessore, Augusto Rollandin. Con il denaro era stata consegnata alla polizia anche altra documentazione, tra cui una tessera bancaria in uso a Rollandin. Il ritrovamento del denaro era stato segnalato alla polizia il 22 giugno 2017 dall’allora capo dell’esecutivo Pierluigi Marquis. Con lui sono indagati per concorso in calunnia Donatello Trevisan, all’epoca suo segretario particolare, e l’ex presidente del Consiglio regionale Marco Viérin.

La vicenda

La vicenda portò Marquis a sottoscrivere – il 10 ottobre – la lettera di dimissione. Motivò: «Ho deciso di seguire l’invito della risoluzione presentata in Consiglio Valle la settimana scorsa e mi sono dimesso per senso di responsabilità. Non l’avevo fatto in aula per garantire tra la transizione tra il vecchio e nuovo governo. Come dissi in Consiglio la strada maestra era la mozione di sfiducia costruttiva e questa è arrivata sabato scorso, quindi mi dimetto».

«Spero che i dati acquisiti siano utili a dimostrare che sono completamente estraneo alla vicenda» sottolineò Marquis, riferendosi all’acquisizione da parte dal personale della squadra mobile e della Digos della questura di Aosta di documentazione, telefoni e computer in uso a Marquis, a Trevisan e a Viérin. Ribadì: «Non ho fatto nulla, non ho difficoltà a giurarlo su quanto di più caro io abbia. Ho comunque fiducia nell’operato della magistratura».
(re.newsvda.it)

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