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“La maestra non si tocca”: presidio ad Aosta

“La maestra non si tocca”: presidio ad Aosta

Presidio stamattina, giovedì 14 giugno, del Cub Scuola, Confederazione unitaria di base del Piemonte e della Valle d'Aosta, davanti a palazzo regionale

«La maestra non si tocca, la maestra non si tocca!!», questo lo slogan cantato a pieni polmoni dalle insegnanti accorse stamani davanti a palazzo regionale ad Aosta per chiedere un incontro con la Sovrintendenza agli studi in seguito ai primi licenziamenti dei colleghi diplomati magistrali a causa «degli esiti negativi dei processi che riguardano il loro diritto al posto di lavoro a tempo indeterminato e/o alla permanenza nelle graduatorie in esaurimento», si legge in una nota del Cub.

«Quando queste persone servivano a coprire i posti che nessuno voleva, anche in zone di alta montagna con tutte le difficoltà che questo comporta, andavano bene – ha spiegato al megafono la responsabile di Cub Giulia Bertelli, – poi appena non sono più servite sono state gettate come carta igienica. Sono persone, non numeri! Diciamo no ai licenziamenti, sì a un decreto legge che regolarizzi le insegnanti con diploma magistrale».

Nell’occhio del ciclone l’anticipazione di licenziamento al 15 giugno operato dalla Sovrintendenza per maestre e maestri titolari di nomine fino al 30 giugno o al 31 settembre.

<<Gli insegnanti a rischio licenziamento sono una quarantina, quindi all’ingiustizia generale si aggiunge questo comportamento inacettabile: Se le nomine sono per un certo tempo, almeno per quel tempo vanno mantenute!>>si legge ancora nel comunicato.

 

Delusione

«Sono profondamente delusa, specialmente dal mio sindacato che al momento è un po’ latitante- rivela una delle licenziate che preferisce non rivelare la sua identità, in quanto il licenziamento le è stato comunicato solo in via “ufficiosa” – lavoro da 13 anni, sono sempre stata disponibile a coprire qualsiasi ruolo mi abbiano offerto. Il mio contratto scade il 30 giugno e mi hanno riferito tramite una telefonata che il mio rapporto di lavoro non proseguirà. Un giorno ci sei, quello dopo non più. A nessuno interessa il ruolo importante che svolgiamo con i bambini».

(na.bl.)

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