Pubblicato da Danila Chenal il

Governo VdA, opposizione teme deriva sovranista

Gli interventi in aula delle forze di minoranza critiche anche verso il programma

Governo VdA, opposizione teme deriva sovranista

Per le opposizioni quella del governo della Valle d’Aosta a 18 è una maggioranza basata sulla voglia di potere e non sul programma. Denunciano preoccupazione per deriva autoritaria e sovranista.

M5S, no ma senza ostruzionismo

Luciano Mossa (M5S):  «Siamo amareggiati per come è stata costituita questa maggioranza, basata sui numeri e non sui punti del programma. A nostro avviso siete già partiti con il piede sbagliato. Capiamo il desiderio di mettere fuori dai giochi chi ha governato fin qui. Tanti hanno perso la fiducia nelle istituzioni. A vincere a maggio è stato il partito dell’astensione. Escludere i condannati dalla politica e dimezzare le indennità di carica sarebbe un bel segnale da parte vostra. Ci avete detto che i nostri paletti sono troppo rigidi. Meglio una maggioranza risicata che rinunciare a un euro. Non daremo il voto di fiducia a questo governo ma non faremo ostruzionismo».

Uv, vigileremo sugli autoritarismi

Renzo Testolin (Uv): «Comincia oggi una legislatura che non rappresenta la maggioranza degli elettori valdostani. Sarà nostro compito opporci a qualsivoglia tentativo di autoritarismo. Spaventano e preoccupano sedicenti partiti autonomisti. Preoccupa l’autoreferenzialità degli eletti. L’unico auspicio è che nel prosieguo si possano  trovare una nuova centralità e una visione autonomista rinnovata che possa prendersi carico di un percorso di crescita».

Epav, solo ricerca di potere

Mauro Baccega (Epav): «Questo è il nuovo metodo? Quello della spartizione e dei veti appartiene al vecchio modello. La maggioranza che si insedia oggi è della minoranza dei valdostani votanti. Siete andati cercando qua e là transfughi: questa è la ricerca del potere. E’ un programma corposo, fatto di buoni propositi. Valuteremo quanti dei punti si realizzeranno».

Ic, preoccupati dal sovranismo

Alberto Bertin (Ic): «La Lega si è presa anche la Valle d’Aosta: così titoleranno i giornali domani. Obiettivo raggiunto la bandierina del Carroccio è piantata. Non posso che essere preoccupato da un partito sovranista, anti europeista. La mia idea di società è ben lontana da quella di Salvini. Oggi dopo trent’anni si insedierà un presidente di un partito nazionale. E’ un governo politicamente debole». Concede «punti interessanti nel programma anche se molto generico».

Uvp, programma raffazzonato

Alessandro Nogara (Uvp): «Ho trovato quasi ovunque nel programma la parola cambiamento. Ma dov’è? Nei ranghi della maggioranza ci sono ben undici rieletti. Il programma è la prosecuzione della campagna elettorale, di punti, presi qua e là, buttati lì. Non c’è una riga sui beni culturali. Sull’agricoltura è imbarazzante la superficialità”.
(danila chenal)

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