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Processo Casinò: confronto serrato, sentenza entro 90 giorni

Cinque ore di udienza in Corte dei Conti con numerose schermaglie tra le difese e il procuratore regionale

Processo Casinò: confronto serrato, sentenza entro 90 giorni

Entro 90 giorni sarà emessa la sentenza dal collegio giudicante (composto dal presidente Pio Silvestri, da Paolo Cominelli e Alessandra Olessina) sull’inchiesta sui 140 milioni di fondi regionali erogati al Casinò di Saint-Vincent tra il 2012 e il 2015.

Udienza fiume oggi alla Corte dei Conti

Il presunto stato di insolvenza della Casa gioco di Saint-Vincent nei confronti dei mutui regionali è stato un dei temi principali trattati nel corso dell’udienza di oggi, mercoledì 11 luglio, nell’aula della Corte dei Conti di Aosta, tra gli avvocati della difesa e il procuratore generale della Corte dei Conti, Roberto Rizzi, davanti al collegio giudicante, sull’inchiesta che vede coinvolti 21 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali.

La posizione del Procuratore

Mai parlato di stato di insolvenza della società – ha spiegato Rizzi al termine di più di cinque ore di intenso dibattito –  in nessuna circostanza o attoma di prossimità allo stato di insolvenza e senza il grande finanziamento, probabilmente, l’effetto sarebbe stato quello”. Al Casinò occorrerebbe “la rotatività del finanziamento per onorare il pagamento del mutuo. L’inizio dell’ammortamento è avvenuto solo in una circostanza, per gli altri siamo in una situazione di pre ammortamento”.   La violazione di legge  – ha spiegato Ricci – non rimane sullo sfondo, è il piano di calpestio del palcoscenico, è il solaio, è chiaro che tutta l’azione della Procura è fondata su tutte le violazioni di legge che sono  indicate nell’atto di citazione“.

Per la difesa nessuna insolvenza da parte del Casinò

Mai parlato di insolvenza, allora dov’è il danno ? Lo stato di insolvenza non esiste – hanno sottolineato gli otto avvocati della difesa – altrimenti ci sarebbe stata una richiesta di fallimento della società. Ricordiamo le varie leggi regionali in quest’ambito e l’utilizzo di un mutuo legittimo, con la clausola finale che il mutuo stesso può essere erogato se può naturalmente essere restituito. La finanziaria regionale ha ritenuto, per questa ragione, che fosse possibile erogarlo ed è quello che sta facendo la società”.

La scelta di finanziamento e la centralità storica del Casinò

L’avvocato Carlo Emanuele Gallo ha, poi, richiamato ancora una volta una serie di aspetti, in particolare, “la centralità del Casinò e del connesso Hotel Billia nell’economia della Valle d’Aosta fin dal dopoguerra, atti che corrispondono a scelte sulla funzionalità del casinò a livello turistico, economico e occupazionale e non dimentichiamo la correttezza del comportamento dei consiglieri ed assessori che hanno sempre rispettato le varie leggi regionali che hanno previsto il finanziamento”.

Gli avvocati della difesa hanno ricordato”l’importanza della casa da gioco che rappresenta un vero e proprio volano per l’economia della regione e che le posizioni vanno riviste, guardando i singoli personaggi pubblici coinvolti e i rispettivi ruoli nella vicenda”. Riguardo al difetto di giurisdizione, “la scelta di finanziare il Casinò e’ una scelta politica e non può essere giudicata dalla Corte dei contiTra il 2011 e il 2015 le imposte riversate alla Regione grazie al Casino’ ammontano a 78 milioni di euro – hanno sottolineato gli avvocati della difesa – a cui va aggiunta la quota che la Casa da gioco versa alla Regione, per un totale di oltre gli oltre 110 milioni di euro“.

I politici a giudizio

Ricordiamo che a dieci dei ventuno consiglieri ed ex consiglieri regionali coinvolti nell’inchiesta era stato, nei giorni scorsi, bocciato il reclamo contro l’ordinanza che ha in buona parte confermato il sequestro conservativo di beni e conti correnti scattato il 7 marzo. Si tratta di : Mauro Baccega, Luca Bianchi, Joel Farcoz, David Follien, Giuseppe Isabellon, Aurelio Marguerettaz, Marilena Péaquin, Ego Perron, Augusto Rollandin e Renzo Testolin.

Gli altri undici politici citati a giudizio sono: Albert Lanièce, Emily RiniPierluigi Marquis, André Lanièce, Ennio Pastoret, Antonio Fosson, Marco Viérin, Stefano Borrello, Leonardo La Torre, Claudio Restano e Raimondo Donzel.

(f.c.)

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