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Cime Bianche, Rete civica: «Basta denigrare il Cai»

Punta il dito contro gli assessori Luigi Bertschy e Luciano Caveri «che hanno fatto a gara nel cercare di denigrare il Club Alpino Italiano nel ''nome del popolo valdostano"

Cime Bianche, Rete civica: «Basta denigrare il Cai»

Cime Bianche, Rete civica: «Basta denigrare il Cai». Il movimento civico è ultimo a intervenire nella vicenda che vede il Cai al fianco dei 2.300 firmatari della petizione ”Salviamo Cime Bianche”.

J’accuse

Punta il dito contro gli assessori Luigi Bertschy e Luciano Caveri «che hanno fatto a gara nel cercare di denigrare il Club Alpino Italiano nel ”nome del popolo valdostano” e “maîtres chez nous”».

La vicenda

Ricordiamo che Bertschy – intervenuto all’assemblea delle Guide di alta montagna – aveva chiesto al presidente del Cai Antonio Montani «di avere più rispetto per le istituzioni della montagna. Siamo – ha aggiunto, riferendosi al progetto intervallivo – in una fase di discussione. Ci è dispiaciuto ricevere per posta dal presidente una nota corretta, legittima, da parte sua. Avremmo gradito avere un incontro di persona con lei. Le chiediamo questa attenzione, parliamone. Il Consiglio regionale sta audendo tutti. Valutiamo insieme qual è il nostro futuro, però lasciateci ragionare insieme al nostro popolo, senza pensare che non siamo in grado di pensare a cosa è buono per noi e per il nostro futuro».

A stretto giro di posta era giunta la disponibilità di Montani di incontrare l’esecutivo valdostano, puntualizzando: «Auspichiamo pertanto una politica attenta all’ambiente e alle normative: guardando al medio termine, esistono infatti soluzioni molto competitive che consentono uno sviluppo economico senza aggressioni ambientali».

Il Cai

«Non tocca a noi prendere le difese del Cai – scrivono i vertici di Rete civica – ma intendiamo sottolineare l’indecenza di tali uscite volte a intimidire e delegittimare chi la pensa diversamente. È da due anni che il Cai e diverse altre organizzazioni si sono rivolte alla Regione per chiedere conto di uno studio di fattibilità ritenuto non conforme alla normativa senza mai ricevere un cenno di riscontro».

Poi attacca anche Caveri: «Ancor più rozzamente, l’assessore che ancora nel 2019 invitava alla cautela rispetto alle mirabolanti promesse elettoralistiche sul vallone, augura al Cai di perdere iscritti, quel Cai dei cui servizi personalmente lo stesso beneficia».

Per Rete Civica, «è grazie alla petizione popolare se la questione Cime Bianche viene affrontata per la prima volta in modo approfondito dalle commissioni consiliari e approderà in Consiglio regionale».

(re.aostanews.it)

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