M.O., “Condanno violenza ma è monito”: Albanese nella bufera. Meloni: ‘Grave’
Milano, 29 nov. (askanews) – È ancora una volta nell’occhio del ciclone, Francesca Albanese. Stavolta per il commento all’irruzione nella redazione de La Stampa da parte di alcuni maniestanti per la Palestina. Condanna la violenza, la relatrice dell’ONU sui Territori Occupati, ma al tempo stesso – interenendo all’evento organizzato dal Global Movement to Gaza a Roma Tre – prova a riflettere sul modo in cui la stampa ha raccontato i movimenti di sostegno al popolo palestinese. Arrivando a dire che l’episodio di Torino può essere “un monito” ai giornalisti per “tornare a fare il proprio lavoro”.
Parole che sollevano la reazione di molti, da Fdi al Partito Democratico. Ed anche un tweet della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità. È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa”, scrive la premier, pur senza nominare Albanese. “La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso”, ammonisce Meloni.
Chi cita Albanese è invece il capogruppo di Fdi in Senato, Lucio Malan: “Condanna formalmente le violenze, ma poi lancia un monito da regime dittoriale”. Per il PD prende posizione il capo delegazione all’Europarlamento Nicola Zingaretti: “Aggredire la redazione di un giornale con azioni squadristiche è un atto intollerabile, e non esiste alcuna ragione che possa giustificarlo”. Critico anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli: “Le parole di Francesca Albanese sull’irruzione nella redazione de La Stampa a Torino sono irresponsabili e pericolose. Nessuna giustificazione, nemmeno indiretta o con una condanna di facciata, può essere concessa a chi mette i giornalisti nel mirino”.
In un tweet, Albanese torna sull’argomento con altre parole: “Condanno gli attacchi di ieri alla sede della Stampa. La rabbia verso un sistema mediatico che distorce la realtà in Palestina è comprensibile, ma la violenza – anche dentro un sistema violento – finisce per rafforzare chi ci opprime”.
Ma è in serata, ospite su Nove di “Accordi e Disaccordi”, che Albanese risponde direttamente alle critiche di Meloni e degli altri esponenti politici: “Secondo me mi criticano perchè faccio paura, rapresento il cambiamento e il risveglio delle coscienze. E non lo faccio volontariamente: l’Italia si è risvegliata, ha visto che l’economia della guerra che massacra i palestinesi è la stessa che sta erodendo i diritti fondamentali in questo Paese. Sono stata chiarissima: condanno la violenza nei confronti della redazione La Stampa, la mia colpa è aver criticato anche la stampa italiana e occidentale per il pessimo lavoro, indegno, sulla questione palestinese”. E poi ribadisce: “La violenza non è mai una risposta neanche in una situazione violenta come l’Italia in questo momento. Neanche in un sistema violento bisogna utilizzare la violenza. A parte il danno materiale e morale ai giornalisti, che è indegno, si distrugge anche la causa e le ragioni di chi scende in piazza. Prova ne è il fatto che oggi l’unica notizia di cui si parla è l’attacco indegno e violento contro la Stampa”.
