Auto: case auto puntano sulla Cina per export anche in Europa (FT)
AskaNews
di Administrator admin  
il 24/05/2026

Auto: case auto puntano sulla Cina per export anche in Europa (FT)

Milano, 23 mag. (askanews) – Le case auto occidentali puntano sempre più sulla competitività industriale della Cina per esportare veicoli in altri mercati, inclusa l’Europa, sfruttando costi più bassi, supply chain elettrica avanzata e capacità produttiva disponibile. È la tendenza descritta dal Financial Times, secondo cui la Cina non è più solo mercato finale, ma piattaforma produttiva e tecnologica per i costruttori internazionali.

Secondo Rhodium Group, citato dal FT, le società estere, incluse le joint venture con gruppi locali, rappresentano già circa due quinti delle esportazioni auto cinesi verso l’Europa. Volkswagen, Bmw, Nissan, Hyundai e altri stanno aumentando le esportazioni da fabbriche cinesi con capacità disponibile verso mercati diversi da Europa e Stati Uniti, mentre il Vecchio Continente resta un possibile sbocco nonostante dazi fino al 45% sui veicoli elettrici made in China.

Il fenomeno non parte da zero. Molte Tesla Model 3 vendute in Europa sono state prodotte a Shanghai e anche alcune versioni della Mini elettrica, marchio del gruppo Bmw, costruite in Cina sono esportate nel mercato europeo. Ma la pressione competitiva e la sovracapacità locale stanno spingendo più gruppi a passare da una logica “in China for China” a una strategia “in China, for China, to global”.

Nissan prevede di aumentare gradualmente l’export dalla Cina fino a 300mila veicoli entro il 2030, partendo da zero lo scorso anno. Il gruppo giapponese intende esportare due modelli elettrificati prodotti con Dongfeng: la berlina elettrica N7 verso America Latina e Sud-est asiatico e il pick-up plug-in hybrid Frontier Pro anche in Medio Oriente.

“Questi prodotti ci aiuteranno a difenderci di fronte ai costruttori cinesi molto aggressivi”, ha detto al FT il ceo di Nissan, Ivan Espinosa, aggiungendo che quando il gruppo esporta questi veicoli “è profittevole” e che l’Europa “potrebbe naturalmente essere una delle destinazioni future”.

Anche Volkswagen guarda alla Cina come possibile base di export, pur senza muoversi per ora in questa direzione. Il ceo del marchio Volkswagen, Thomas Schäfer, ha detto alla conferenza FT Future of the Car che al momento esportare dalla Cina “non ha senso”, ma “si potrebbe fare se si volesse”. Il tema è delicato per i costruttori europei, perché i risparmi industriali rischiano di aumentare la pressione su impianti già sotto-utilizzati.

Il vantaggio di costo resta il cuore della scelta. Secondo il FT, produrre in Cina un piccolo Suv benzina o elettrico costa almeno il 30% in meno rispetto alle economie avanzate, anche grazie a batterie meno care; Volkswagen ha indicato che un’auto elettrica può essere prodotta in Cina alla metà del costo rispetto ad altri Paesi.

Il caso Stellantis-Dongfeng rientra in questa tendenza. Il gruppo europeo proprietario di Jeep sta collaborando con il partner cinese per produrre una nuova versione elettrica del modello americano destinata a Cina, Medio Oriente e Sud-est asiatico. In parallelo Stellantis ha indicato l’intenzione di produrre veicoli elettrici Dongfeng nello stabilimento francese di Rennes e Opel prevede un Suv elettrico in Spagna con tecnologia motore e batterie di Leapmotor, segno che la risposta europea passa anche da partnership cinesi e localizzazione produttiva.

[Da Nissan a Mini, fabbriche cinesi leva per costi e tecnologia|PN_20260524_00018|sp21| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260524_113608_151EC6F5.jpg |24/05/2026 11:36:17|Auto: case auto puntano sulla Cina per export anche in Europa (FT)|Auto|Economia, Motori]