La competizione a destra Salvini-Vannacci un problema per l’Italia, ma anche per l’Ue
AskaNews
di Administrator admin  
il 24/05/2026

La competizione a destra Salvini-Vannacci un problema per l’Italia, ma anche per l’Ue

Roma, 24 mag. (askanews) – Il caso di Modena ha mostrato quanto la competizione a destra tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci nella prossima campagna elettorale sarà violenta e pericolosa, per l’Italia ma anche per l’Europa. I fatti sono noti: sabato 16 maggio Salim El Koudri, cittadino italiano di famiglia originaria del Marocco si è lanciato con l’auto sulla folla causando diversi feriti e aggredendo poi altre persone con un coltello, prima di essere fermato da alcuni passanti (tra cui, peraltro, due egiziani).

Sul posto, già domenica, sono accorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di un atto “di una gravità assoluta” senza però che siano emersi “elementi riconducibili al profilo classico del terrorista”. Una linea simile a quella del pubblico ministero che conduce le indagini, mentre per il Gip il gesto non è riconducibile ai disturbi psichici di El Koudri, che al contrario “voleva colpire più persone possibile”. Sarà la magistratura a stabilire cosa ha portato il giovane a compiere l’attacco, ma qui quel che interessa è il dato politico.

Matteo Salvini non ha perso tempo a cavalcare la cronaca, spingendo al massimo la “bestia”, ovvero la sua macchina social che ha prodotto dichiarazioni e post a raffica: “criminale ‘di seconda generazione’”; “le seconde generazioni che rifiutano la lingua, la cultura, la tradizione e soprattutto la legge del nostro Paese non sono un’opportunità ma un problema”; “l’attentatore è ‘italiano’? Peggio mi sento”; “la cittadinanza e il permesso di soggiorno sono atti di fiducia del popolo italiano: se questa fiducia viene a mancare, dobbiamo poter intervenire, revocare permesso o cittadinanza ed espellere chi non rispetta le nostre leggi”. E pazienza se, invece, nei giorni precedenti non aveva dedicato una parola (ma del resto nessuno nel governo, da Giorgia Meloni in giù, per Sako Bakari, il 35enne originario del Mali, accoltellato a morte, all’alba del 9 maggio a Taranto da sei ragazzi italiani, quattro dei quali minorenni”.

Non meno virulente le parole di Vannacci, “questa è una persona che ha cercato il terrore e che è stata mossa da odio, da disprezzo nei confronti della nostra società, della nostra identità, della nostra cristianità, ed è una cosa talmente evidente che traspare soprattutto dalla modalità con la quale questo attacco è stato portato: perché di persone in cura psichiatrica in Italia ce ne sono tante, ma guarda caso non c’è nessun italiano di etnia europea che si è mai lanciato con una macchina contro una folla per cercare di effettuare il maggior numero di vittime, di ferirne il maggior numero. E che poi ha proseguito con un coltello in mano”.

Se Vannacci dalla maggioranza sta fuori, Salvini invece è titolare a pieno titolo e addirittura vice premier. Quindi la sua campagna ha creato imbarazzi. Come detto Piantedosi (tecnico ma nominato in area Lega) ha parlato di “una situazione di disagio psichiatrico evidente”, Antonio Tajani ha ricordato che El Koudri è un cittadino italiano e “non aveva un permesso di soggiorno”, sempre da Forza Italia Maurizio Gasparri ha ricordato che “ci sono comunque cittadini esemplari da un lato e dall’altro, vicende e persone che hanno causato una devastazione per la quale esprimiamo solidarietà”. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha invitato a “non cedere alla paura” e a non “cadere in facili reazioni istintive”. In Fratelli d’Italia la linea non è stata chiarissima: per il capogruppo Galeazzo Bignami El Koudri “non è un italiano, ma un immigrato di seconda generazione” e “deve pagare per quello che ha fatto” ma “a casa sua che, per quanto mi riguarda, non è l’Italia ma in Marocco”. Una linea che, comunque, Meloni ufficialmente non segue.

I dubbi degli alleati difficilmente fermeranno Salvini, che sente sul collo il fiato di Vannacci, il quale in settimana gli ha ‘sfilato’ la deputata Laura Ravetto, non un nome di secondo piano della Lega, dove era arrivata da Forza Italia, per cui era stata anche sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento nel 2010. Non è, peraltro, il campanello d’allarme più preoccupante: il 22 Salvini ha annunciato un “ritiro” di 2 giorni di tutto lo stato maggiore leghista per lavorare a “proposte e programmi”. Ma subito si è sfilato, adducendo un altro impegno, Luca Zaia, potente ex governatore (per qualcuno “doge”) del Veneto e punto di riferimento della cosiddetta “Lega delle origini”.

In questo contesto, il leader leghista il 20 maggio ha prima evocato la possibilità di voto anticipato (Governo a fine legislatura? “Non so…”) smentendosi poi nel giro di poche ore. E’ sembrata un’uscita di quelle, avrebbe detto Jannacci, per “vedere di nascosto l’effetto che fa”, consapevole che non solo nel suo partito, ma anche in Fdi c’è una scuola di pensiero non piccola che vorrebbe votare prima della fine dell’anno.

Indipendentemente da quando si terranno le elezioni, settimane come questa, è facile prevederlo, si ripeteranno in continuazione in campagna elettorale, mettendo in difficoltà il governo e costringendo Meloni a scegliere se rincorrere i due a destra o se abbandonarli al loro destino. Ed è forse significativo, da questo punto di vista, che in settimana la premier abbia visto a Palazzo Chigi il leader di Azione Carlo Calenda. Una “normale” interlocuzione tra maggioranza e opposizione, la versione ufficiale; ma forse anche un avviso al segretario leghista. Comunque sia, una rincorsa a chi è più “cattivo” tra Salvini e Vannacci non farà certo bene al clima sociale italiano. Ma anche per l’Europa una estremizzazione della politica italiana non sarà un bel segnale.

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Su Modena corsa a chi è più “cattivo”. E anche gli alleati del centrodestra sono in imbarazzo|PN_20260524_00004|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260524_014615_A04F5ACE.jpg |24/05/2026 01:46:25|La competizione a destra Salvini-Vannacci un problema per l’Italia, ma anche per l’Ue|Governo|Politica, Europa Building]