Si avvicina un futuro europeo per Kiev? Berlino insiste. La proposta di Merz.
AskaNews
di Administrator admin  
il 24/05/2026

Si avvicina un futuro europeo per Kiev? Berlino insiste. La proposta di Merz.

Roma, 24 mag. (askanews) – Il futuro dell’Ucraina sarà davvero europeo? Per Berlino la risposta deve essere necessariamente sì. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, infatti, ha presentato giovedì scorso una proposta per accelerare il percorso di adesione di Kiev e, in parallelo, dei Balcani occidentali e della Moldavia all’Unione europea, proponendo un meccanismo transitorio di integrazione graduale che consenta un avvicinamento strutturato all’Ue; fin da subito – o quasi. Si tratterebbe di una soluzione ponte che consentirebbe all’Ucraina di ottenere lo status di “membro associato”, in una fase intermedia del processo di adesione.

“Non abbiamo tempo per ulteriori ritardi”, ha scritto Merz in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente cipriota Nikos Christodoulides, che esercita la presidenza semestrale di turno del Consiglio dell’Unione europea. “È giunto il momento di procedere con decisione verso l’integrazione dell’Ucraina nell’Ue attraverso soluzioni innovative e passi concreti”, ha sottolineato il cancelliere.

Merz ha precisato che non si tratterebbe di un’adesione “annacquata” – posizione peraltro respinta anche da Kiev – bensì di un meccanismo accelerato legato alla condizione eccezionale dell’Ucraina, impegnata ormai da quattro anni in guerra. Un semplice “accordo politico”, senza trattati di adesione o riforme degli stessi, poiché “è chiaro che non saremo in grado di completare il processo di adesione nel prossimo futuro”, si legge nella lettera, “a causa degli ostacoli politici e della complessità delle procedure di ratifica”.

Di conseguenza, Berlino propone lo status di “membro associato” come passaggio intermedio decisivo verso la piena adesione. La proposta rappresenta un tentativo di mediazione tra un’adesione rapida e l’attuale status di Paese candidato. “La mia proposta riflette la situazione particolare dell’Ucraina, un Paese in guerra”, ha scritto Merz, aggiungendo che ciò potrebbe contribuire anche ai negoziati di pace nell’ambito di una soluzione diplomatica più ampia, ritenuta “essenziale non solo per la sicurezza dell’Ucraina ma dell’intero continente europeo”. A tal proposito, Il presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel, nel suo discorso di apertura del forum di Praga del think tank GLOBSEC, il 21 maggio, ha sostenuto che “l’Europa ha più bisogno dell’Ucraina di quanto l’Ucraina abbia bisogno di noi”.

Nell’architettura prospettata da Berlino, a tutela degli Stati che ancora nutrono qualche dubbio su una celere adesione dell’Ucraina, il cancelliere tedesco ha immaginato un possibile meccanismo di “snap-back”, ossia una clausola di revoca, nel caso di regressi dell’Ucraina su stato di diritto o riforme istituzionali. Merz ha inoltre proposto l’istituzione di una task force europea dedicata, incaricata di definire i dettagli operativi della proposta.

Il modello ipotizzato dalla Germania includerebbe anche forme di rappresentanza limitata: l’Ucraina avrebbe un commissario europeo senza portafoglio e senza diritto di voto, rappresentanti associati all’Europarlamento, sempre senza diritto di voto, e partecipazione consultiva a riunioni strategiche, mentre proseguirebbe il percorso di riforme interne del Paese.

Uno degli elementi più controversi riguarda la possibile applicazione all’Ucraina della clausola di difesa reciproca dell’UE (art. 42.7), che costituirebbe una garanzia politica di sicurezza anticipata, anche se non pienamente formalizzata. In parallelo, Merz suggerisce anche per i Paesi candidati dei Balcani occidentali e la Moldavia forme di integrazione progressiva nel mercato unico e nelle istituzioni europee. Secondo Merz, l’allargamento dell’Unione europea è una necessità geopolitica, ma si deve scontrare con un processo burocratico che richiede “troppo tempo”. Per questo motivo, ritiene necessario immaginare nuovi scenari per superare situazioni cristallizzate. Per i Balcani occidentali e la Moldavia, Merz non propone uno status di paesi associati, ma un livello inferiore di integrazione, basato su un osservatorio istituzionale e un accesso progressivo a politiche europee selezionate.

“L’integrazione graduale potrebbe essere realizzata costruendo blocchi che possano costituire la base per la piena applicazione dei rispettivi settori politici, e che siano poi accompagnati da un maggiore sostegno nel processo di attuazione dell’acquis comunitario. Inoltre, potremmo rafforzare la suddetta integrazione istituzionale sulla base di progressi sostanziali. Tutto ciò potrebbe avvicinare a noi significativamente i paesi candidati e quindi stimolare una nuova ambizione per le ulteriori riforme necessarie al raggiungimento della piena adesione”, ha scritto Merz.

Tale impostazione non è condivisa da tutti gli Stati membri. L’Italia, ad esempio, sostiene la necessità di rispettare le procedure tradizionali di adesione, pur confermando il sostegno all’adesione di Kiev. “Prima i Balcani e poi l’Ucraina”, è il messaggio emerso dalla Dichiarazione di Bratislava redatta dagli “Amici dei Balcani occidentali” e indirizzata a Bruxelles, alla quale ha dato il proprio contributo anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Questo è il più importante investimento strategico per l’Ue. Dobbiamo accelerare”, ha sottolineato Tajani parlando dell’adesione all’Ue dei Balcani occidentali, osservando che si sta lavorando “per accelerare i tempi di adesione”.

Nel frattempo, mentre in Europa si cercano soluzioni, Kiev continua a chiedere un’accelerazione del proprio percorso di adesione. Il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov ha ribadito che “l’Ucraina non può aspettare decenni”.

Di Lorenzo Della Corte

[Non tutti i Paesi (compresa l’Italia) sembrano d’accordo|PN_20260524_00006|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260524_074327_692B2795.jpg |24/05/2026 07:43:36|Si avvicina un futuro europeo per Kiev? Berlino insiste. La proposta di Merz.|Ucraina|Politica, Europa Building]