Accordo territoriale stagionali, Filcams Cgil non firma, scontro con Confcommercio
(Immagine generata con IA)
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 17/07/2026

Accordo territoriale stagionali, Filcams Cgil non firma, scontro con Confcommercio

Il sindacato non si unisce alle sigle del terziario di Savt, Cisl e Uil nella sottoscrizione dell'accordo territoriale con Confcommercio per i lavoratori valdostani di turismo, commercio e servizi chiedendo maggiori tutele. Confcommercio Vda attacca: «Servono tutele concrete e verificabili, non battaglie di posizionamento»

La Filcams Cgil Valle d’Aosta non firmerà l’accordo territoriale per i contratti stagionali delle imprese di commercio, terziario e servizi.

Dopo le firme di Savt, Cisl e Uil con Confcommercio Valle d’Aosta, infatti, non arriverà la sigla della Filcams, come annunciato dallo stesso sindacato.

Accordo territoriale contratti stagionali: Filcams non firma

In una nota, la Filcams Cgil ha comunicato la contrarietà all’accordo territoriale per i lavoratori stagionali del commercio, terziario e servizi.

Secondo la sigla sindacale, infatti, «l’accordo aumenta la flessibilità a disposizione delle imprese senza introdurre strumenti realmente efficaci a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali, che continuano a rappresentare l’anello più debole del settore».

La Filcams Cgil ritiene che riconoscere la Valle come area a prevalente vocazione turistica «non possa tradursi nell’estensione di rapporti di lavoro sempre più flessibili, senza affrontare le criticità strutturali che caratterizzano il comparto – continua la nota -. La stagionalità è una realtà dell’economia valdostana, ma non può diventare un alibi per consolidare condizioni di precarietà e sfruttamento».

Filcams: «no all’uso estensivo e improprio dei lavoratori stagionali»

Filcams Cgil, insomma, dice no «a un utilizzo estensivo e improprio del lavoro stagionale, che non può e non deve diventare la modalità ordinaria di gestione dell’occupazione».

Ritenendo che il contratto stagionale debba avvenire solamente «in presenza di un’effettiva variazione ciclica dell’attività produttiva» e non quando «una struttura ricettiva opera durante tutto l’anno o un’attività commerciale presenta esigenze di personale strutturali e continuative», il sindacato ritiene che tale contratto venga «svuotato della funzione originaria», trasformando di fatto «un’eccezione in una regola, con il risultato di aumentare la precarietà, ridurre le prospettive di stabilizzazione e comprimere le tutele dei lavoratori».

Presentato come un accordo che introduca «controlli e garanzie per preservare la qualità dell’occupazione e come un equilibrio tra competitività delle imprese e diritti dei lavoratori», per la Filcams tale equilibrio «non esiste – continua -. Le tutele previste sono insufficienti, non incidono sui problemi vissuti quotidianamente da chi lavora nel commercio, nel turismo e nei servizi, senza un reale strumento di verifica e controllo della sua corretta applicazione, con un aumento dei contenziosi tra lavoratori e aziende per il mancato rispetto dei contratti, per il corretto inquadramento professionale e per il riconoscimento di diritti economici e normativi».

Per questo il sindacato richiede di «rafforzare gli strumenti di tutela, prevedendo percorsi di stabilizzazione per i lavoratori che operano stagione dopo stagione, maggiori garanzie sulla continuità occupazionale e sul reddito e strumenti più efficaci di controllo e contrasto agli abusi».

Da qui l’apertura a «un confronto che porti a un’intesa realmente capace di coniugare le esigenze del sistema economico valdostano con la tutela dei diritti, la riduzione della precarietà e la valorizzazione del lavoro stagionale, affinché la flessibilità non si trasformi nell’ennesima occasione di indebolimento delle condizioni di chi lavora».

La replica di Confcommercio

A stretto giro di posta è arrivata la replica di Confcommercio VdA, che ha preso atto della posizione e ha ricordato come «l’accordo non è un’iniziativa unilaterale del mondo datoriale, ma è la puntuale attuazione dell’art. 75 del Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi, rinnovato il 22 marzo 2024 con la firma, a livello nazionale, anche della Filcams-Cgil – sottolinea l’associazione -. La disciplina della stagionalità nelle località a prevalente vocazione turistica è dunque un istituto che la stessa organizzazione ha contribuito a negoziare e a sottoscrivere».

Ricordato come accordi simili (non ultimo Como) siano stati sottoscritti anche dalla stessa sigla sindacale, Confcommercio si chiede «per quale ragione uno strumento ritenuto idoneo a tutelare i lavoratori sul Lago di Como divenga improvvisamente inaccettabile ai piedi del Monte Bianco – attacca ancora -. La coerenza, nelle relazioni industriali, è essa stessa una forma di tutela. Nel merito, l’affermazione secondo cui servono maggiori tutele rovescia la realtà dei fatti poiché le tutele stanno dentro l’accordo, non fuori. L’impresa che intende avvalersene è tenuta ad applicare integralmente il contratto nazionale, ad aderire all’Ente Bilaterale del Commercio e del Terziario della Valle d’Aosta, a garantire ai lavoratori la sanità integrativa tramite il Fondo Est e l’assistenza contrattuale, e a presentare un’istanza formale che consente il monitoraggio puntuale di ogni singola applicazione».

Sottolineate poi tutte le tutele e gli incontri tra le realtà firmatarie al termine di ogni stagione per valutarne l’applicazione, Confcommercio ha aggiunto che l’intesa è valida fino al 30 aprile 2027, «proprio per consentirne la verifica sul campo».

Per il presidente Graziano Dominidiato e il direttore Adriano Valieri, infatti, «l’alternativa all’accordo non è il posto fisso, ma è una stagionalità gestita con strumenti meno trasparenti e più esposti al contenzioso – hanno concluso i vertici di Confcommercio VdA -. L’intesa è pienamente efficace e operativa e il tavolo di monitoraggio resta aperto. Se la Filcams-Cgil vorrà tornare a sedervisi, per un confronto di merito e non a mezzo stampa, troverà come sempre la porta aperta. I lavoratori stagionali valdostani meritano tutele concrete e verificabili, non battaglie di posizionamento soprattutto in una fase storica particolarmente complessa».

(al.bi.)

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