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La Regione chiude con un avanzo di amministrazione di oltre 80 milioni di euro

La Regione chiude con un avanzo di amministrazione di oltre 80 milioni di euro

Per le minoranze un'amministrazione ingessata

L’esercizio finanziario 2012 della Regione Valle d’Aosta chiude con un avanzo di amministrazione di 84.263.597. Sanità, finanza locale e pubblica amministrazione sono le voci che assorbono le cifre più importanti. Agli interventi saranno destinati 17,4 milioni. Nel dettaglio: 2,4 milioni per il sostegno dell’occupazione; 2,4 per il progetto banda larga, 2 milioni per il sostegno delle famiglie meno abbienti; 1,9 per l’efficienza energetica, 1,5 milioni per gli invalidi civili; 1,1 milioni per il recupero della ex caserma Testafochi. La relazione è stata illustrata in aula da Massimo Lattanzi, presidente della seconda Commissione consiliare.
A fare la disamina politica l’assessore alle Finanze Leonardo La Torre che ha esordito: «Occorre riflettere sul sistema Valle d’Aosta e sulla sua sburocratizzazione per renderlo meno costosa e più adeguata alle esigenze. Il rendiconto è una sorta di passaggio di testimone tra quello è stato e quello che sarà. Occorre tracciare la rotta per il futuro partendo dall’autonomia che è punto di riferimento irrinunciabile». La Torre ha poi puntato il dito contro lo Stato centralista le cui richieste hanno pesato sul rendiconto 2012 leggi Salva Italia e Spending review. Tanto che 33,5 milioni di euro dell’avanzo sono stati accantonati per le spese obbligatorie di parte corrente. «L’applicazione del patto di stabilità lede il nostro diritto all’autodeterminazione e allo sviluppo economico della nostra regione», ha sottolineato. L’assessore ha concluso: «Il nostro bilancio, seppure le difficoltà, garantisce comunque la certezza di dare risposte utili e diffuse a tutte le classi sociali e a tutti i settori».
Nel suo intervento il consigliere di Alpe Albert Chatrian ha puntualizzato che «la sfida sarà quella di garantire la qualità della vita dei valdostani, non mancano incertezze e criticità. Lo ha ammesso lo stesso La Torre. E’ una legislatura che si è aperta quasi con i fuochi d’artificio e si chiude su uno scenario di crisi. La scialuppa del Pdl non ha salvato il pilota dai pirati né dall’ammutinamento di una parte dei suoi». Scettico sul traino – Cva a parte – delle società partecipate. «La risorse hanno ancora un peso notevole ma solo il 20% è stato destinato agli investimenti; la nostra è una realtà amministrativa del tutto ingessata; sono cifre, quelle del rendiconto, monche perché mancano costi e entrate delle controllate. C’è una nebbia colpevole. E’ mancato in questa legislatura il confronto aperto ma tutto è passato per una sola persona. L’uomo solo al comando deve sparire dalla politica valdostana.Dovremo tornare a separare il ruolo politico da quello amministrativo, un obiettivo che la Giunta uscente ha volutamente ignorato per continuare a gestire l’interesse di pochi piuttosto che il bene comune generale».
Il capogruppo della sinistra democratica Carmela Fontana focalizza l’attenzione sulla sanità e sulla necessità di regolare le prestazioni intramoenia, adottando una contabilità separata. «Per il contenimento dei costi nel settore socio-sanitario le soluzioni ci sono come l’indizione di gare pubbliche chiare, il minore ricorso ai consulenti esterni e riduzione della spesa farmaceutica. Da una parte si fanno tagli a servizi e prestazioni che dovrebbero essere mantenuti e dall’altra si assiste a una marea di sprechi. Non bisogna colpire in maniera indiscriminata perché i pazienti non devono pagare».
(danila chenal)

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