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Morte Rivelli: assolti Maurizio Zardo e Valter Borney «perché il fatto non sussiste»

Morte Rivelli: assolti Maurizio Zardo e Valter Borney «perché il fatto non sussiste»

Entrambi gli imputati erano accusati di omicidio colposo in concorso; al termine del dibattimento non è stata raggiunta la prova che l'agente forestale non sia morto sul colpo dopo la caduta

Sono stati assolti dal giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, «perché il fatto non sussiste», l’ispettore forestale Maurizio Zardo, 51 anni, e l’ispettore superiore Valter Borney, 54 anni, entrambi imputati per omicidio colposo in concorso in relazione alla morte dell’agente forestale Rudy Giuliano Rivelli (FOTO), deceduto a 42 anni il 15 febbraio del 2011, nel vallone di Chavanne, nei pressi del colle del Piccolo San Bernardo, mentre stava osservando il nido di un gipeto.
L’incidente si verificò a circa 2.100 metri di quota: secondo la relazione del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Entrèves, Rivelli – effettivo alla Stazione forestale di Pré-St-Didier ma distaccato a quella di Villeneuve – era giunto sul posto con gli sci da scialpinismo.
Dopo qualche ora di appostamento in basso, avrebbe quindi deciso di risalire a piedi il versante opposto al nido per una migliore osservazione, ma durante il rientro a valle era scivolato, cadendo per alcune centinaia di metri in mezzo a neve e rocce.
Secondo il pm Pasquale Longarini, che al termine della requisitoria ha chiesto lui stesso l’assoluzione degli imputati, non è stata raggiunta la prova, oltre ogni ragionevole dubbio, che Rivelli non sia morto sul colpo.
Nel caso di una morte sopraggiunta in un secondo momento, infatti, la presenza di un altro forestale insieme a lui avrebbe forse potuto salvargli la vita, ma non è stata raggiunta la prova di questa ipotesi.
(pa.ba.)

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