Tares, la rivolta degli enti locali
POLITICA & ECONOMIA
di news il
29/11/2013

Tares, la rivolta degli enti locali

«Le comunicazioni che arrivano a domicilio hanno l’intestazione dei Comuni e sono i sindaci a metterci la faccia con i cittadini, ma facciamo chiarezza una volta per tutte: questa imposta è tutto meno che un tributo comunale. Lo Stato mette alle strette gli enti locali e noi non ci stiamo più a passare per i suoi esattori». Non usa mezzi termini Bruno Giordano, presidente del Consorzio permanente degli enti locali a proposito dell’imminente scadenza della prima rata della Tares, che scade il 16 dicembre.
Con l’introduzione della nuova imposta comunale, il 1° gennaio 2013, lo Stato ha deciso che questa coprisse integralmente il costo della gestione dei rifiuti e dei servizi indivisibili dei Comuni, investimenti compresi, cosa che ha comportato un aumento a volte spropositato del tributo rispetto all’anno precedente provocando reazioni anche forti da parte dei contribuenti.
«Ogni giorno riceviamo le lamentele di cittadini, imprese e associazioni di categoria – spiega Giordano -, la confusione è grande ma i nostri uffici comunali sono a disposizione per supportare i cittadini in questo momento difficile, tuttavia la nostra pazienza non è infinita ed è quindi giunta l’ora di dire basta!O si torna a un tributo unico comunale, una sorta di vero e proprio contratto tra amministrazione e cittadini, o si può anche staccare la spina».
L’intervista a Bruno Giordano sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 2 dicembre.
In foto il sindaco di Aosta e presidente del Cpel, Bruno Giordano
(re.vdanews.it)

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