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Insegnante scomparsa: stop alle ricerche a terra di Christiane Seganfreddo

Insegnante scomparsa: stop alle ricerche a terra di Christiane Seganfreddo

Oggi, lunedì 6, in programma una perlustrazione aerea delle zone già passate al setaccio; intanto gli inquirenti sperano di trovare la svolta in un iPad; spunta l'ipotesi di qualcuno che potrebbe averla fatta salire in auto sulla strada dei Salassi

Stop alle ricerche con squadre a terra. E’ quanto disposto a una settimana esatta dalla scomparsa di Christiane Seganfreddo, 43 anni di Aosta, l’insegnante di scuola media di cui non si hanno più notizie dall’alba del 30 dicembre, quando uscì dalla sua casa di viale Gran San Bernardo, ad Aosta, per non farvi più rientro.
«Abbiamo perlustrato tutte le zone possibili sia nel triangolo compreso tra St-Pierre, St-Nicolas e Villeneuve, sia sulla collina di Aosta, ma nessuna traccia è emersa», ammette il vice comandante dei Vigili del Fuoco, Fabio Giovinazzo.
Ed è così che oggi, lunedì 6 gennaio, scatterà un’altra tipologia di ricerca, quella aerea, attraverso la perlustrazione a bassa quota mediante un elicottero ultra leggero in dotazione alla Finanza. Una volta valutata la situazione, cartografie alla mano, due potrebbero essere gli scenari: interrompere le ricerche in attesa di eventuali sviluppi, oppure procedere con operazioni mirate in luoghi ben precisi.
Nel frattempo, è su un iPad – o meglio sui suoi possibili contenuti – che sembrano aggrapparsi nelle ultime ore gli inquirenti. «Nel sopralluogo effettuato nella casa della donna dalla Polizia scientifica, abbiamo prelevato due pc portatili e un iPad – spiega il vice commissario della Squadra mobile di Aosta, Valter Martina -. Mentre dai portatili siamo quasi certi di non ricavare granché, visto che erano utilizzati sia dalla donna che dal compagno, sull’iPad nutriamo qualche speranza in più, visto che era usato esclusivamente dall’insegnante». Il tablet è stato inviato a Torino per i necessari accertamenti di Polizia postale e delle comunicazioni, i cui esiti – a oggi – non si sa quando potrebbero essere disponibili.
I sette giorni di ricerche non hanno portato a nulla, dunque, nemmeno dopo la giornata di sabato, quando sono stati perlustrati oltre 200 tra fienili e casolari e battuti palmo a palmo circa 70 km di strade e sentieri tra St-Pierre e St-Nicolas, motivo per cui c’è anche chi inizia a ipotizzare che Christiane Seganfreddo, nella tarda mattinata di mercoledì 1° gennaio, sul tratto di strada dei Salassi nei pressi di Verrogne, a St-Pierre, possa aver accettato un passaggio in auto da parte di qualcuno.
Secondo il direttore del Soccorso alpino valdostano, Adriano Favre, «le tracce fiutate sulla strada dai cani molecolari a un certo punto si interrompono bruscamente».
Maggiori dettagli in merito alla scomparsa dell’insegnante aostana sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 6 gennaio 2014.
(patrick barmasse)

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