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Crisi di governo: ping pong Giunta-opposizione sulla mozione di sfiducia costruttiva

Crisi di governo: ping pong Giunta-opposizione sulla mozione di sfiducia costruttiva

Morelli: «La maggioranza ha il dovere di recepire il segnale di ieri; nuovo esecutivo solo con numeri forti»; Ferrero: «Mossa per prendere tempo»; Gerandin: «Se vogliono andare avanti così, tanti auguri»; Guichardaz: «E' un suicidio assistito»

Dopo il doppio scivolone di ieri sera, la Giunta regionale prende posizione e lo fa provando a rimandare la palla nel campo avversario. Nel tardo pomeriggio, al termine di una serie di incontri, l’esecutivo ha diffuso una nota nella quale si dichiara «disponibile a rassegnare le proprie dimissioni nel momento in cui verrà presentata, nel rispetto della legge statutaria regionale n. 21 del 2007, la mozione di sfiducia costruttiva, con la quale saranno pertanto delineati la composizione della nuova Giunta regionale, il nuovo programma di governo e la nuova maggioranza. La decisione nasce dal fatto che la Giunta regionale è consapevole della necessità irrinunciabile che siano garantite stabilità e continuità all’attività di Governo in un momento di particolare complessità economica e sociale per la comunità valdostana. Union Valdôtaine e Stella Alpina, nel ribadire l’importanza del senso di responsabilità necessario in questo momento, assicurano quindi la loro disponibilità per dar seguito agli impegni presi e in fase di ultimazione per il sostegno a imprese e cittadini, e, in particolare, la liquidazione dei contributi, l’avvio dei cantieri idraulico-forestali, e gli interventi a favore di scuola e cultura».
Secca la replica del capogruppo di Alpe. «La disponibilità della Giunta a dimettersi in caso venga presentata una mozione di sfiducia costruttiva è un eufemismo – commenta Patrizia Morelli -, in quanto nel caso questa venga approvata, le dimissioni sarebbero obbligatorie. Il segnale di ieri, con la votazione a maggioranza di una risoluzione che invita la Giunta a dimettersi, è decisamente forte, avallato dalla presenza di molti cittadini che stavano assistendo ai lavori del Consiglio. L’esecutivo dovrebbe sentirsi in dovere ad adempiere a questo invito, se non lo farà si prenderà le sue responsabilità davanti ai cittadini. Per quanto ci riguarda concorderemo con i nostri alleati il da farsi, siamo ben coscienti della possibilità di presentare la mozione di sfiducia costruttiva, ma per seguire questa strada ci vogliono tempi e modi. Di sicuro qualcuno dell’attuale maggioranza dovrebbe assumersi le sue responsabilità al di là delle votazioni segrete e ad uscire allo scoperto dovrebbe essere un numero congruo di consiglieri, in modo da poter formare una maggioranza in grado di poter governare serenamente realizzando un nuovo programma».
Termometro basso nei confronti della proposta della maggioranza, anche in casa Union Valdôtaine Progressiste. «Prima di pensare alla possibilità di presentare una mozione di sfiducia costruttiva vorremmo capire come si porrà l’attuale Giunta in merito alla risoluzione approvata sul destino di Frigerio e dei vertici del Casinò – spiega Elso Gerandin -. Noi ci muoveremo di conseguenza, ma ci teniamo a mettere in evidenza la valenza politica di quanto accaduto ieri: la maggioranza ha ricevuto un chiaro segnale dal Consiglio, luogo in cui credo vadano mantenuti tutti gli impegni che si prendono. Anche perché, se non lo faranno, metteremo in seria discussione l’attività del Consiglio stesso». E in caso, una proposta alternativa sarebbe già in cantiere? «Noi non abbiamo stilato un programma che andasse oltre quanto accaduto ieri – conclude Gerandin -. Abbiamo semplicemente chiesto un ripensamento alla Giunta alla luce delle proteste e delle rimostranze che ci sono pervenute dai lavoratori; non abbiamo già pensato a un seguito. Anche perché il risultato di ieri non mette in discussione e non limita le attività della Giunta attuale; noi non abbiamo dato le 12 o le 24 ore di tempo per decidere, vogliamo solo mettere in evidenza la grande rilevanza politica della cosa. Se poi ritengono di avere i numeri e di garantire il prosieguo delle attività, che facciano pure. In questo caso, tanti auguri: andremo poi a confrontarci sui numeri».
Non usa mezzi termini, come sempre, Stefano Ferrero. «Rollandin è alla frutta – esordisce il capogruppo del Movimento 5 Stelle, che proprio oggi ha ricevuto la notifica della conclusione delle indagini preliminari in merito a una querela presentata nei suoi confronti dall’Associazione Forte di Bard -. L’unica possibilità di salvare il salvabile era quella di attaccarsi al regolamento e di invitare l’opposizione a presentare una mozione di sfiducia costruttiva, cosa che ha puntualmente fatto. Una mossa che non condivido, ma che mi aspettavo da uno come Rollandin, che a questo punto punta soltanto a prendere tempo nella speranza di riallineare una maggioranza che non c’è più».
Il leader del M5S valdostano affronta poi il tema dell’appoggio a una maggioranza alternativa, composta da forze attuali di minoranza più qualche transfugo. «Noi siamo disponibili ad appoggiare chi si farà promotore delle nostre stesse linee programmatiche – afferma Ferrero -, ma una cosa sia chiara: noi del Movimento 5 Stelle non vogliamo posti in una possibile nuova Giunta, stiamo bene dove siamo. Per assurdo, se domani mattina Rollandin venisse da noi e ci assicurasse la fine del ‘rollandinismo’, ovvero basta clientelismo, basta minacce, basta ritorsioni, pensi che saremmo anche disponibili ad appoggiarlo».
La prima presa di posizione del Pd è affidata a Jean-Pierre Guichardaz, che va giù duro: «Se avessero avuto un minimo di dignità, avrebbero dato immediata esecuzione alla risoluzione votata mercoledì sera, ovvero si sarebbero fatti da parte. Il fatto è che per l’ennesima volta si sono trincerati dietro tecnicismi per cercare di mantenere le poltrone su cui siedono, sono attaccati all’ennesima potenza alle poltrone. Poi per carità, forse il franco tiratore ha già presentato il conto alla maggioranza al fine di recuperare la situazione. Certo è che siamo davanti a un suicidio assistito della maggioranza, una maggioranza che per l’ennesima volta non darà seguito a una risoluzione approvata in Consiglio».
Laconico il commento del capogruppo del Pd: «Siamo a una insostenibilità del Governo regionale. A questo sfarinamento politico si aggiunge anche un segnale di irresponsabilità politica, da maggioranza rintanata nel fortino». Sulla possibile formazione di una maggioranza alternativa l’ex segretario è chiaro: «O ci sono le condizioni per portare avanti un Governo di programma, con obiettivi chiari e precisi, aperto a tutti coloro di buona volontà, oppure l’unica alternativa è ritornare alle urne».
(davide pellegrino – alessandro bianchet – patrick barmasse)

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