L’appello di Confcommercio ai politici: «mettete da parte le velleità di potere e dedicatevi a tutelare chi crea reddito e ricchezza»
POLITICA & ECONOMIA
di news il
22/04/2014

L’appello di Confcommercio ai politici: «mettete da parte le velleità di potere e dedicatevi a tutelare chi crea reddito e ricchezza»

Fa un appello a tutte le forze politiche «per un impegno di responsabilità» Pierantonio Genestrone, presidente di Ascom Confcommercio Valle d’Aosta che commena la sentenza della Corte Costituzionale che riguarda gli insediamenti della grande distribuzione. La Consulta ha accolto un ricordo del presidente del Consiglio dei ministri contro alcuni articoli della legge regionale 5/2013 e ha deciso che centri commerciali e megastore potranno trasferirsi e aprire nuovi punti vendita nei centri storici della nostra regione. «Agli esercenti dei piccoli engozi non rimane che andare a palazzo regionale e consegnare le chiavi dei propri esercizi già in ginocchio per la pesante crisi – commenta Genestrone, che non risparmia una frecciatina alla crisi politica in atto. «I politici litigano per la poltrone e noi chiudiamo i negozi grazie a governi centralisti delle larghe intese romane – commenta Genestrone – i nostri 35 litiganti presentino e approvino subito una nuova legge regionale che sani questa situazione».
Secondo Genestrone, le liberalizzazioni vanno bene purchè siano tutelati gli esercizi di prossimità che contribuiscono alla crescita della Valle d’Aosta.
«In Valle d’Aosta la grande distribuzione produce desertificazione sociale – commenta Genestrone – sollecitiamo i litiganti a mettere da parte le velleità di potere e dedicarsi per qualche mese alla tutela di chi crea reddito e ricchezze per i bilanci regionali a differenza di multinazionali o grossi gruppi che fanno della speculazione l’atteggiamento giornaliero e non premiano le eccellenze agroalimentari valdostane sono parte integrante e importante dell’economia valdostana».
«Chiediamo – conclude Genestrone – l’impegno a rimuovere una sentenza che ha per effetto la marginalizzazione o la scomparsa delle piccole imprese di distruzione e che non gioverebbe affatto alla concorrenza ma priverebbe i consumatori degli specifici vantaggi in termini di qualità e varietà dell’offerta, di accessibilità dei servizi propri della piccola distribuzione».
Nella foto, il presidente di Ascom Confcommercio Pierantonio Genestrone.
(c.t.)

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