Confindustria VdA: più imprese affiliate, ma calano i dipendenti e mancano i nuovi imprenditori
POLITICA & ECONOMIA
di news il
01/07/2014

Confindustria VdA: più imprese affiliate, ma calano i dipendenti e mancano i nuovi imprenditori

Crescono le imprese affiliate, ma diminuiscono i loro dipendenti e mancano i giovani imprenditori. I dati forniti ieri da Confindustria Valle d’Aosta nel corso della sua assemblea annuale confermano la congiuntura negativa valdostana. «Nonostante il momento difficile, i numeri dicono che le imprese credono ancora in noi – ha spiegato alla Cittadella dei Giovani di Aosta il presidente, Monica Pirovano (foto), giunta al termine del suo mandato -. Nel 2009 avevamo 134 aziende affiliate, ora siamo 155, il che vuol dire un incremento del 15,7%, che illustra bene la fiducia nell’associazionismo. Purtroppo ci sono due dati negativi: il primo è quello dei dipendenti delle aziende iscritte. Nel 2010 avevano registrato più di 6.500 dipendenti, che ora sono scesi a 5.700, con un calo dell’8,8% che certifica le molte riduzioni di organico dovute alla crisi. Così come non riusciamo più a produrre giovani imprenditori: manca il rinnovamento, il ricambio generazionale e anche questo è un segnale della difficoltà del settore».
Monica Pirovano ha approfondito lo scottante tema del lavoro. «La disoccupazione giovanile – ha proseguito l’amministratore delegato della Cogne Acciai Speciali – anche in Valle d’Aosta ha raggiunto cifre impressionanti e bisogna assolutamente fare qualcosa per i nostri giovani. Come Confindustria VdA abbiamo già presentato un progetto che si chiama “Patto Generazionale” che a nostro avviso consente l’accompagnamento all’uscita dal mondo del lavoro degli anziani e l’inserimento delle nuove leve».
Come è stato confermato dalla relazione sull’economia della Banca d’Italia, altro tema caldo nella nostra regione è quello del settore edile. «Nell’edilizia – ha approfondito Monica Pirovano – è difficile trovare soluzioni che prescindano dal rilancio generale dell’economia o da supporti che vengano creati con un forte impegno nella creazione delle infrastrutture. Purtroppo anche il settore finanziario è molto in crisi e non concede più credito né alle famiglie né tanto meno alle imprese, rendendo difficile anche solo pensare all’acquisto di una nuova casa».
(andrea manfrin)

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