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Casinò: la Regione delibera un aumento di capitale di 60 milioni

Casinò: la Regione delibera un aumento di capitale di 60 milioni

Sarà alleggerito il mutuo contratto con Finaosta e una parte di liquidità servirà all'azienda per far fronte alle esposizioni con banche e altri soggetti

E’ di 60 milioni l’aumento di capitale della Casinò de la Vallée SpA: la delibera per il rafforzamento economico dell’azienda di Saint-Vincent, che avverrà attraverso Finaosta, è stata approvata dalla giunta nella seduta mattutina del 3 ottobre e sarà sottoposta all’approvazione del Consiglio Valle alla fine di ottobre. Parte del denaro servirà ad alleggerire il mutuo contratto con Finaosta – ricordiamo che l’operazione di acquisizione e ristrutturazione del complesso è stata di 100 milioni – e parte sarà lasciato all’azienda per far fronte all’esposizione che ha con banche e altri soggetti, secondo quanto spiegato dall’assessore alle Finanze Ego Perron.
Nella conferenza stampa dell’esecutivo Perron ha puntualizzato: «E’ inderogabile sanare la situazione; in questi anni abbiamo fatto importanti investimenti per rilanciare la struttura nelle cui potenzialità continuiamo a credere: ora sta alla dirigenza produrre risultati, razionalizzando e riorganizzando il lavoro». Perron ha aggiunto: «Il provvedimento testimonia l’attenzione della politica verso un’azienda che è vitale per più di 600 famiglie e per l’economia della Valle d’Aosta».
Sulla richiesta giunta da Alpe di «allontanare immediatamente i vertici» Perron ha frenato: «decapitando con una mannaia la dirigenza non si risolvono i problemi; l’azienda è chiamata a ridurre pesantemente i costi e lavorare in modo più mirato sulla produzione» e evoca «la clientela asiatica in arrivo». Ha aggiunto Perron: «Prosegue il rapporto di collaborazione e fiducia con gli attuali vertici di cui valuteremo l’operato a scadenza mandato».
Il capo dell’esecutivo Augusto Rollandin ha puntualizzato: «La struttura, completamente rifatta, è tra le più belle d’Europa: da qui in avanti non ci sono più alibi perché non debba funzionare».
(foto: Augusto Rollandin e Ego Perron)
(danila chenal)

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