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Aosta: «Speriamo che questo sia il nucleo base per una coalizione più ampia»

Aosta: «Speriamo che questo sia il nucleo base per una coalizione più ampia»

Bilancio dei cinque anni di opposizione in Consiglio per Alpe, PD-PSI e Sinistra per la città: «Sempre propositivi e in grado di portare a casa risultati concreti»

Una conferenza stampa «inusuale per forze politiche diverse, ma frutto di un lavoro in armonia, nonostante le immancabili divergenze, in cinque anni di consiglio». Hanno fatto il bilancio di questo quinquennio di opposizione nel consiglio comunale di Aosta Alpe, PD-PSI e Sinistra per la Città; un bilancio «positivo – spiega Giampaolo Fedi di Alpe -, che ha visto praticamente tutte le sedute approvare delle nostre iniziative, anche se poi molte non sono state portate avanti», ma che ha anche portato risultato concreti «come l’allargamento dei Lus (lavori di utilità sociale) – ricorda Michele Monteleone, capogruppo del PD -, ha visto portare avanti iniziative di carattere culturale come il museo a cielo aperto proposto da Iris Morandi e, ad esempio, ha permesso di ottenere il wi fi anche in piazza Narbonne». «In più – sottolinea Mario Vietti di Alpe – la nostra battaglia sul recupero della piazze, potrebbe vedere noi, speriamo non solo i nostri figli, a vedere attuati i lavori su piazza Roncas e piazza Giovanni XXIII. Lo stesso si può dire per l’istituzione del premio Balan per la Fiera di Sant’Orso e per il progetto di recupero dell’acqua proveniente dalla Grand Combin». Insomma, il frutto di una «attività mai pregiudiziale e propositiva – chiosa il capogruppo di Alpe Carlo Curtaz -, con la quale abbiamo voluto rialzare la testa dopo la batosta elettorale -. Atteggiamento collaborativo che, è giusto sottolineare, ci è stato riconosciuto anche dalla maggioranza». Tutto questo, pare portare a un unico risultato, come sottolinea ancora Curtaz: «Auspico che questo sia il nucleo base sul quale costruire una coalizione più ampia in grado di vincere le prossime elezioni. Siamo aperti ovviamente alle forze progressiste, poi ci sarebbe anche il Movimento 5 stelle, ma bisogna vedere a cosa porterà il loro comportamento strano, magari puntano a raggiungere il 51%».

(alessandro bianchet)

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