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Poste, la profonda preoccupazione dello Spi Cgil per i tagli sugli sportelli

Poste, la profonda preoccupazione dello Spi Cgil per i tagli sugli sportelli

Il sindacato dei pensionati si impegnerà «affinché questo servizio venga mantenuto anche nei piccoli comuni»

Il malcontento per il servizio di Poste Italiane o per la riduzione di orari e giorni di apertura è sempre d’attualità. In ordine di tempo gli ultimi a lamentarsi sono stati gli amministratori di Challand-Saint-Anselme, preoccupati e contrari alla riorganizzazione del servizio che da cinque giorni di apertura scenderà a tre.
Considerati gli annunciati cospicui tagli degli orari di apertura al pubblico degli sportelli nelle piccole comunità, il sindacato dei pensionati della Cgil, Lo Spi, esprime «profonda preoccupazione per l’ennesimo disagio a cui sono sottoposte le persone più fragili: anziani e non autosufficienti», il sindacato assicura che «si impegnerà affinché questo servizio venga mantenuto anche nei piccoli comuni».
La chiusura di alcuni sportelli o la riduzione degli orari di apertura è una problematica che riguarda la carenza di personale e che il sindacato segue da tempo.
Al personale che per raggiunti limiti di età o per altri motivi lascia l’azienda, questa sopperisce con assunzioni a tempo determinato, che arrivano al 13-14% del personale effettivamente applicato e questo fa sì che non vengano sanate le carenze e venga meno la professionalità del servizio e la copertura del territorio.
«L’ufficio postale soprattutto nei piccoli paesi – sottolinea Gaetano Maiorana, segretario generale dello Spi Cgil della valle d’Aosta – ha rappresentato uno dei luoghi simbolo di aggregazione, mediazione e soluzione dei problemi dei cittadini, soprattutto degli anziani».
L’importanza della presenza sul territorio è anche data dal fatto che gli uffici postali offrono un servizio di tipo bancario e molti pensionati hanno i loro piccoli risparmi depositati negli sportelli dei loro paesi.
«Non si può accettare – conclude Maiorana – che la logica dei tagli, di un’azienda sostanzialmente di proprietà del ministero dell’economia e delle finanze, colpisca ancora una volta gli anziani, persone meno agevolate negli spostamenti».
(re.newsvda.it)

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