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Voto di scambio: intercettazioni telefoniche inutilizzabili per giudicare i Perrin

Voto di scambio: intercettazioni telefoniche inutilizzabili per giudicare i Perrin

Lo ha stabilito stamane il gup del Tribunale di Aosta, Giuseppe Colazingari; entrambi hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato

Colpo di scena nell’udienza preliminare legata all’inchiesta ‘Declino’ dei carabinieri e relativa – tra gli altri – a reati di natura elettorale scoperti alla vigilia delle elezioni regionali del 26 maggio 2013.
Dopo un’eccezione preliminare sollevata stamane dal legale difensore di Fulvio Perrin, l’avvocato Ascanio Donadio, il gup del Tribunale di Aosta, Giuseppe Colazingari, ha dichiarato l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche nell’ambito del filone di inchiesta che vede imputati per voto di scambio in concorso i cugini Davide (foto) e Fulvio Perrin e Cosimo Lippo (nel pomeriggio del 20 maggio 2013, in un parcheggio di Nus, il candidato nella lista dell Union Valdôtaine, Davide Perrin, attraverso l’intermediazione del cugino Fulvio, consegnò una busta con dentro mille euro a Lippo, che in cambio promise di procacciargli una ventina di voti).
«Siamo soddisfatti, molto soddisfatti», hanno dichiarato all’uscita dall’aula gli avvocati Ascanio Donadio e Alberto Varallo, che hanno annunciato la scelta del rito abbreviato per i due Perrin.
La prossima udienza è in programma il 13 gennaio, quando verranno vagliate anche le posizioni degli altri nove imputati (c’è chi ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato ma nessuno ha presentato istanza di patteggiamento).
Secondo il giudice, le intercettazioni telefoniche sono inutilizzabili per giudicare i due Perrin e Lippo – nel filone di inchiesta legato ai reati elettorali – in quanto queste furono autorizzate dal gip nell’ambito di un’altra indagine, quella su una presunta estorsione intercorsa tra due gruppi criminali rivali per l’acquisizione con la forza delle quote della società di gestione del night Petra Club di Châtillon.
Nell’ambito del fascicolo, dal quale a settembre del 2014 fu stralciata la posizione dell’albanese Perparim Sana perché resosi irreperibile sin dall’invio degli avvisi di garanzia, le contestazioni mosse dagli inquirenti sono molteplici: si va dalla tentata estorsione in concorso (Cosimo Lippo, Salvatore Filice, Salvatore Sbarra, Leonardo Tocci e Bardh e Blerim Prendi) alle minacce aggravate, lesioni personali e violenza privata (Cosimo Lippo, Giovanni Cusimano, Francesco Caffio e Cosimo Magrì), dalle lesioni personali aggravate e violenza privata (Bardh e Blerim Prendi) al concorso in cessione di sostanze stupefacenti (Cosimo Lippo, Giovanni Cusimano e Perparim Sana), dal favoreggiamento della prostituzione (Salvatore Filice) al favoreggiamento personale (Gerardo Iannone) fino al concorso in reati di natura elettorale (Cosimo Lippo e i cugini Davide e Fulvio Perrin).
(pa.ba.)

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